Redazione



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08 gennaio 2026 14:38






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Due gruppi vestiti di nero che si fronteggiano nel parcheggio di un supermercato della via Tuscolana. Sono le immagini dell’aggressione subita da quattro militanti di Gioventù Nazionale intenti ad affiggere alcuni manifesti per la commemorazione – avvenuta da li a poche ore – delle tre vittime di Acca Larentia. A rendere pubbliche le immagini il presidente di Gioventù Nazionale Roma Francesco Todde, che nella giornata di ieri aveva denunciato le violenze avvenute la notte della vigili del ricordo con il “presente” nel parco della Rimembranza (qui il video). Da quanto si apprende da fonti investigative il video è al vaglio della digos della questura di Roma che sta indagando sull’accaduto. Nel corso delle perquisizioni, la polizia ha trovato un piccolo coltello e una ricetrasmittente. Tra le vittime del pestaggio anche i figli della portavoce del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli

Il video postato da Gioventù Nazionale 

Le immagini sono poi state rilanciate sulla pagina Instagram della stessa organizzazione giovanile politica di Fratelli d’Italia con un lungo post nel quale i militanti accusano parte della stampa di aver sminuito l’accaduto: “Quando c’è un’aggressione a freddo, con armi improprie, radioline per non farsi intercettare e superiorità numerica, si chiama, lo ripetiamo, violenza politica. Punto. E se il gruppo è ben chiaro a chi fa riferimento si dice. Questi si chiamano antifascisti – scrivono gli attivisti di Gioventù Nazionale sulle loro pagine social -. Fa ancora più impressione leggere formule del tipo: “soltanto uno è finito in ospedale”, “non ferite gravi”. Davvero il parametro è questo? Davvero la notizia diventa “meno notizia” se non c’è il morto? Un trauma cranico da sprangate non è “un dettaglio”, è un fatto. E la politica? AVS, Schlein, Conte: su qualsiasi cosa avete un commento. Su questa violenza, silenzio. Perché? Perché le vittime “non sono quelle giuste”?

“I miei figli e i loro amici sono vivi per miracolo”: lo sfogo della mamma di uno dei militanti di Gioventù nazionale“Le immagini parlano chiaro”

“Noi non cerchiamo vendette. Non faremo mai ciò che gli antifascisti hanno fatto contro la sede de @la_stampa . Ma una cosa la pretendiamo: rispetto, verità e condanna netta – proseguono i militanti di Gioventù Nazionale -. Perché minimizzare oggi significa legittimare domani. E se la prossima volta finirà peggio, una parte della responsabilità sarà anche di chi ha scelto di chiamare la violenza con un nome più comodo. Le immagini parlano chiaro. Cara sinistra: rimani ancora in silenzio?”.

Attacco improvviso

“Ecco le immagini relative all’episodio di aggressione avvenuto due giorni fa, dalle quali emerge con chiarezza come i nostri ragazzi abbiano provato a difendersi e sottrarsi a un attacco improvviso e privo di qualsiasi provocazione – dichiara il presidente di Gioventù Nazionale Roma Francesco Todde -. Dalla documentazione visiva risulta che il gruppo aggressore abbia agito con modalità violente e reiterate, e soprattutto organizzate, colpendo non solo le persone ma anche il veicolo, arrecando danni materiali e ponendo in concreto a rischio l’incolumità fisica dei presenti. Tali condotte appaiono connotate da un intento aggressivo unilaterale e deliberato. È doveroso sottolineare che episodi di questo tipo rappresentano un grave vulnus per il confronto democratico e per la civile convivenza, e che la politica non può né deve essere terreno di scontro fisico o di intimidazione”.

L’appello

Presidente di GN Roma che poi lancia un appello: “Per tale ragione si rivolge un appello pubblico alla sinistra istituzionale, a livello locale e nazionale, affinché prenda posizione in modo chiaro e inequivocabile, condannando ogni forma di violenza politica, indipendentemente dall’appartenenza ideologica dei soggetti coinvolti. Gli eventi storicamente noti come “Anni di Piombo” costituiscono una pagina drammatica della storia repubblicana e devono rimanere confinati allo studio storico. Ogni forma di narrazione che alimenti odio, delegittimazione o demonizzazione politica, in particolare nei confronti di giovani militanti, contribuisce a creare un clima pericoloso che può sfociare in episodi di violenza come questo. Resta ferma la fiducia nelle autorità competenti affinché venga accertata la responsabilità dei fatti”.