La demolizione e la ricostruzione di alcuni edifici su viale dell’Università per formare un “monoblocco” articolato, in cui le nuove strutture e quelle esistenti formeranno lo scheletro del nuovo policlinico Umberto I. Mentre gli attuali padiglioni storici saranno riconvertiti in residenze universitarie, punti ristoro e aule studio, per formare un campus universitario integrato. Prevista anche la pedonalizzazione di viale del Policlinico.

Prende, finalmente, forma il progetto per il nuovo policlinico Umberto I. A presentarlo il presidente della Regione, Francesco Rocca e la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, proprio nel giorno in cui la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma ha dato il nulla osta alle demolizioni previste dalla proposta di rigenerazione architettonica dell’ospedale.

Il progetto del nuovo Umberto I -2Un rendering del progettoCome sarà il nuovo policlinico Umberto I

La proposta di rigenerazione è stata elaborata dalle professoresse della Sapienza Anna Maria Giovenale, docente di Tecnologia dell’Architettura e prorettrice agli Spazi per l’edilizia universitaria e sanitaria e Guendalina Salimei, docente di Progettazione architettonica e curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2025, insieme ad un gruppo di giovani ricercatori della Sapienza.

Si prevede, nel dettaglio, la riorganizzazione completa dell’area di viale dell’Università, dove i nuovi edifici che verranno realizzati e quelli preesistenti formeranno un unico “monoblocco articolato”. Si partirà con la demolizione degli edifici di Otorinolaringoiatria, Urologia e del Complesso di malattie infettive (salvaguardando l’aula Giuseppe Giunchi). E la riqualificazione e riconversione degli edifici della clinica Dermosifilopatica e della ex Lavanderia. Saranno inoltre demoliti anche i locali accessori, come scale e magazzini. Anche gli edifici che verranno mantenuti, inoltre, saranno riorganizzati, inserendo una maggiore omogeneità di forme, colore e materiali.

In questo monoblocco, inoltre, saranno collocate tutte le degenze (tranne la pediatria che sarà organizzata in modo da costituire un polo ad hoc), sia relative alle specialità mediche, sia a quelle chirurgiche, organizzate in camere a due posti letto con servizi igienici, corredate da tutti i servizi sanitari necessari e relativi day hospital; il blocco operatorio e la terapia intensiva; un nuovo pronto soccorso e servizi correlati; un nuovo sistema di accettazione/accoglienza; servizi di diagnostica per immagini; un servizio di poliambulatorio; ulteriori servizi di diagnosi e terapia.

Un nuovo campus integrato

I padiglioni storici, non più destinati ad attività sanitarie, invece, saranno riconvertiti e ospiteranno aule studio, residenze per studenti, punti ristoro, spazi per il benessere/fitness e alloggi dedicati ai visiting professor, nell’ottica di un campus universitario integrato. Nei padiglioni inoltre troveranno spazio anche attività dipartimentali, amministrative, logistiche, oltre a funzioni assistenziali di valenza territoriale.

L’intervento, ci hanno tenuto a spiegare le docenti che hanno curato il progetto, prende avvio da un’operazione preliminare e propedeutica di ricognizione dello stato di fatto: una mappatura accurata della consistenza edilizia, della capienza, del livello di trasformabilità di ciascun edificio. Le analisi condotte hanno consentito di predisporre un piano organico di riassegnazione funzionale, di demolizione e ricostruzione di alcuni edifici di scarso valore storico o artistico o sovradimensionati e di riqualificazione e riconversione di padiglioni storici, che potranno diventare servizi per l’intera comunità del campus ottimizzando le risorse esistenti.

La pedonalizzazione di viale del Policlinico

Altro fronte su cui si punta a intervenire, dialogando con il Comune di Roma, è quello della viabilità, con la pedonalizzazione di viale del Policlinico, creando anche una pista ciclabile e disponendo una corsia dedicata ai mezzi di soccorso e implementando anche il verde urbano con aree verdi accessibili, spazi per la socialità, percorsi ombreggiati, cortili attrezzati. Prevista, inoltre, anche la sostituzione dell’asfalto con pavimentazione in pietra di diversa natura e colore per distinguere le aree pedonali dalle corsie riservate alle ambulanze. L’idea, inoltre, è anche quella di intervenire sul fronte della sosta, creando un nuovo parcheggio interrato. Infine, spazio anche alla valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso la valorizzazione dei reperti attualmente interrati nell’area del policlinico e quindi non visitabili.

Quando sarà pronto il nuovo Umberto I

Si tratta di un’opera ampia e complessa, finanziata con un miliardo di euro, messo a disposizione dall’Inail. Per quanto riguarda le tempistiche, come spiegato dal direttore generale dell’Umberto I, Fabrizio D’Alba, “si lavorerà ora alla stesura del Dip (Documento di indirizzo alla progettazione, ndr) e poi al documento di fattibilità tecnico-economica, con cui poi andremo a fare la gara”.

Secondo il presidente Rocca, “se non ci sono intoppi, più o meno una data, dovrebbe essere fine 2030. Durante i lavori non ci sarà nessuna interruzione delle attività, sono solo 5 gli edifici interessati e ovviamente ci sarà una fase in cui si ridurranno di poco i posti letto. Ma alla fine ne avremo di più: salgono a 1.170 rispetto agli attuali 1.050 circa”.

Polimeni: “Creeremo uno spazio moderno e sostenibile”

“Il nuovo policlinico Umberto I che abbiamo immaginato, attraverso le competenze delle nostre docenti di architettura Giovenale e Salimei e del gruppo di giovani ricercatrici e ricercatori da loro coordinato – ha spiegato la rettrice Polimeni – vuole essere uno spazio accogliente per chi ha bisogno di cure, funzionale per chi vi lavora e stimolante per coloro seguono un percorso formativo e fanno ricerca: uno spazio dunque moderno e sostenibile per la nostra Città e per l’intero Paese”.

Le fa eco D’Alba: “Il policlinico di oggi non è adatto a erogare prestazioni in maniera adeguata perché stiamo pagando un’inerzia decennale. Finalmente, grazie al lavoro di tutte le istituzioni coinvolte, con questo intervento riusciremo a elevare gli standard assistenziali, creando un luogo per una sanità d’eccellenza, in cui tutti i professionisti vorranno venire a lavorare”.

Veloccia: “Percorso complesso per trovare una sintesi tra esigenze del presente e tutela della storia”

A commentare il progetto è anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Maurizio Veloccia: “Si consolida un percorso complesso, per trovare una sintesi tra le nuove esigenze e la preservazione della storia. Questo progetto è la conferma che, con il lavoro di tutti i soggetti coinvolti, gli interventi complessi si possono fare. E lo abbiamo visto anche con l’inaugurazione delle nuove fermate della metro C”.