Petro: colloquio di 55 minuti con Trump su narcotraffico e Venezuela
Il colloquio telefonico avvenuto ieri tra il presidente della Colombia, Gustavo Petro, e il suo omologo americano, Donald Trump, è durato 55 minuti ed è stato dedicato in particolare a due questioni: narcotraffico e Venezuela. Lo ha riferito oggi lo stesso presidente colombiano in un post su X in cui, smentendo alcune ricostruzioni, spiega che è stato «il metodico lavoro diplomatico» dell’ambasciatore a Washington, Daniel García Peña, a rendere possibile la telefonata.
L’ambasciatore «ha parlato con diversi membri repubblicani e democratici del Congresso» e nel corso di questi incontri, «il senatore repubblicano del Kentucky, medico di professione, Rand Paul, ha deciso di aiutare a ristabilire la comunicazione, che non era mai realmente esistita», ha scritto Petro.
Riguardo ai contenuti dal colloquio, il presidente colombiano ha detto di aver «illustrato la mia politica antidroga, in atto da quasi 20 anni, e il mio punto di vista sui prossimi passi in Venezuela per arrivare a un dialogo nazionale tra i venezuelani».
«Ho chiesto di allentare la tensione tra America Latina e Stati Uniti», ha aggiunto Petro, precisando di aver illustrato a Trump la proposta che aveva presentato per iscritto al suo predecessore, Joe Biden, «per un’alleanza basata sul rispetto delle nazioni e sull’energia pulita». «So che il presidente Trump non è d’accordo con me, ma è meglio avviare un dialogo sulla questione piuttosto che risolverla sui campi di battaglia», ha sottolineato il leader colombiano.