Sale l’attesa dopo che il presidente dell’Assemblea venezuelana, Jorge Rodríguez, ha annunciato la “liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri”. La decisione è stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas, con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace” (TUTTE LE NEWS LIVE). Tra gli stranieri detenuti in Venezuela ci sono anche alcuni italiani – come ha ricordato nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Tajani-, tra cui Alberto Trentini, il cooperante italiano di 46 imprigionato dal 15 novembre 2024. Secondo il quotidiano El Pais, intanto, alcuni cittadini spagnoli sono già stati rilasciati.

Il nuovo scenario

Lo scenario sulle sorti dei prigionieri in Venezuela è cambiato dopo il blitz effettuato dagli Usa nella notte tra il 2 e il 3 gennaio a Caracas e che ha portato alla cattura del presidente Maduro e al suo trasferimento, insieme alla moglie, a New York, dove i due sono stati incriminati. Il ministro Tajani da subito aveva sperato che “il cambio di regime” potesse rendere più semplici le trattative. Di fatto, l’azione Usa in Venezuela non ha provocato un vero e proprio vuoto di potere, considerando che la Corte suprema venezuelana all’indomani del blitz ha deciso per il riconoscimento della vicepresidente Delcy Rodriguez come presidente ad interim. Oltre a Trentini, tra i detenuti politici incarcerati in Venezuela, una ventina sono italiani, come l’imprenditore piemontese Mario Burlò e il 59enne italo-venezuelano Biagio Pilieri.

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Opposizione in Venezuela reclama liberazione di tutti i detenuti 

E dopo l’annuncio del governo venezuelano sull’imminente liberazione di alcuni detenuti, l’opposizione ha ribadito la sua richiesta di rilasciare tutti i prigionieri senza condizioni. L’appello, insieme a numerose altre ong e gruppi politici, è stato lanciato dal comitato per i diritti umani del partito Vente Venezuela di Maria Corina Machado in un comunicato dove ricorda che sono oltre 900 le famiglie di venezuelani che attendono di ricongiungersi con i loro cari.

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