Il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato oggi la “liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri”. Il rilascio avverrà nelle prossime ore, secondo il New York Times. Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace”. Si attende di capire se tra loro ci sia anche l’italiano Alberto Trentini, il giovane detenuto da 419 giorni in Venezuela. Si tratta del primo gesto pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell’opposizione venezuelana dopo la destituzione del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.
La mediazione
Il presidente dell’Assemblea venezuelana ha quindi annunciato che i dettagli sull’identità e il numero delle persone liberate verranno comunicati in un secondo momento e ha ringraziato l’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e il governo del Qatar per la mediazione che ha reso possibile tale decisione.
I quattro spagnoli
Il ministero degli Esteri spagnolo ha riferito che cinque prigionieri spagnoli sono stati rilasciati dal Venezuela. Lo riporta El Pais. Il ministro degli Esteri, Josè Manuel Albares, che ha confermato la presenza di cittadini spagnoli tra il gruppo di prigionieri che il Venezuela si è impegnato a rilasciare, ha descritto l’accaduto come un “grande primo passo”.
Fra gli spagnoli che sono stati liberati a Caracas ci sono i baschi Andres Martines Adasme e José Maria Basoa, Miguel Moreno, originario delle Canarie, e il valenziano Ernesto Gorbe, secondo quanto confermato da fonti diplomatiche a El Pais. Adasme e Basoa, di 32 e 35 anni, erano stati fermati mentre erano in viaggio turistico in Amazzonia, nel settembre 2024, in concomitanza dell’asilo ottenuto in Spagna di Edmundo Gonzalez Urrutia, il leader dell’opposizione venezuelana e candidato alle presidenziali del 28 luglio, la cui vittoria è stata attribuita a Nicolas Maduro.
I due giovani baschi erano stati accusati di essere agenti dell’intelligence spagnola (Cni) e di far parte di una cospirazione per uccidere Maduro organizzata dalla Cia.
Un’accusa con la quale erano stati arrestati anche cittadini statunitensi e di altre nazionalità.
Miguel Moreno, 34 anni, giornalista, era stato catturato nel giugno scorso, assieme all’equipaggio della nave “cacciatesori” N35, mentre cercavano i resti di imbarcazioni affondate in acque rivendicate come proprie dal Venezuela. Ernesto Gorbe, 52 anni, era residente da tempo in Venezuela e fu arrestato nel 2024, accusato di immigrazione illegale, poiché gli era scaduto il visto. In tutto sono una ventina gli spagnoli che risultavano detenuti in Venezuela alla fine del 2025 per motivi politici o accuse ritenute arbitrarie dalle autorità spagnole, in maggioranza con doppia nazionalità, iberica e venezuelana. Lo scorso 23 dicembre il premier Pedro Sanchez aveva ricevuto alla Moncloa i familiari di Basoa e Adasme e di Moreno.
L’ultimo bilancio della Ong Foro Penal indica che in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza. Tra questi c’è Trentini.