Lasciatevi alle spalle le calzamaglie attillate di Errol Flynn e l’epica patinata di Kevin Costner. Il mito di Sherwood sta per subire un trattamento d’urto (e speriamo di essere pronti). 

Con il rilascio del primo trailer di The Death of Robin Hood, A24 dà ulteriore prova della sua vocazione per il perturbante e affida a Michael Sarnoski il compito di officiare il funerale dell’eroe più glorificato della storia britannica. Ma niente paura, l’eroe è pronto a risorgere dalle sue ceneri. Un antieroe tra fango e rimpianti 

Se pensavate che Hugh Jackman avesse raggiunto l’apice del nichilismo muscolare con Logan, preparatevi a ricredervi. Il suo Robin Hood non ruba ai ricchi per dare ai poveri; sembra piuttosto intenzionato a rubare tempo a una morte che lo insegue tra le brughiere dell’Irlanda del Nord. 

“Non era un eroe”, recita lo slogan, con un’ironia sottile che sembra sussurrare “finalmente, una versione di Robin Hood che non indossa calzamaglie verdi e un sorriso perpetuo”. Questo dramma storico (perché di questo parliamo) promette di essere un pugno allo stomaco, un’esplorazione brutale del mito che potrebbe far impallidire le avventure disneyane del passato. 

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Il film attinge dalla ballata antica La Morte di Robin Hood, quella che narra il tradimento fatale per mano di un fidato alleato. Ma Sarnoski, fresco del successo con Pig e A Quiet Place: Day One, infonde una modernità tagliente

Immaginate un Robin Hood che, dopo anni di crimini e omicidi, si ritira in una sorta di redenzione forzata, curando ferite fisiche e morali al fianco di una misteriosa salvatrice. C’è un’eco evidente di Logan, l’ultimo atto wolveriniano di Jackman, dove l’eroe stanco si confronta con la propria eredità violenta per proteggere una giovane innocente. 

Come ha rivelato Sarnoski a Entertainment Weekly, il cuore del film sta nel dissezionare la glorificazione popolare di un “bandito assassino”, un ritratto complesso che sfida il pubblico a interrogarsi sulla narrazione storica. La sinossi ufficiale lo conferma. Robin, gravemente ferito dopo una battaglia che credeva finale, trova rifugio nelle mani di una donna enigmatica, che gli offre una chance di salvezza.  

È un thriller che mescola introspezione psicologica con sequenze d’azione viscerali, girato in 35mm nell’Irlanda del Nord con un’estetica cruda e autentica. 

Un cast di prim’ordine

Il cast stellare eleva ulteriormente le aspettative. Jackman, reduce da ruoli muscolari e carismatici, si cala in un Robin Hood invecchiato e spezzato, un’interpretazione che potrebbe persino valergli una nomination se il film colpisse nel segno.

Al suo fianco, Jodie Comer (la magnetica Villanelle di Killing Eve) interpreta la donna misteriosa, Bill Skarsgård, fresco di Nosferatu, è un Little Tony reinventato, Murray Bartlett (The Last of Us) e il giovane Noah Jupe (A Quiet Place) completano un ensemble che trasuda talento.

Dietro la macchina da presa Sarnovski collabora con il direttore della fotografia Pat Scola e il montatore Andrew Mondshein (Il Sesto Senso), collaborazione che sembra garantire un ritmo serrato e opprimente. Stavolta sembra che l’intenzione sia puntare tutto sull’equilibrio tra arte e talento.

Il trailer suggerisce un’uscita autunnale, fuori dal turbine della awards season. Eppure, con un cast di premiati (Jackman ha già un Tony, Comer un Emmy) e la mano sicura di Sarnoski, non è da escludere un colpo di scena.

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