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Disco verde dell’Aula del Senato alla fiducia chiesta dal Governo al Dl Transizione 5.0. I voti a favore sono stati 88, i contrari 58, un astenuto. Il sì alla fiducia costituisce approvazione del decreto legge che passa ora all’esame della Camera per la conversione in legge entro il 20 gennaio. Il testo, composto di 3 articoli, disciplina il credito d’imposta di Transizione 5.0 e la cornice normativa per l’individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili. Tra le novità introdotte in commissione Ambiente e confermate dall’Aula c’è una modifica delle norme sul golden power.

Golden power

Tra le novità introdotte in commissione la modifica della norma sul golden power, in particolare sul settore finanziario compreso quello creditizio e assicurativo, per venire incontro ai rilievi della Ue; e l’introduzione di una sorta di periodo transitorio relativamente alle aree idonee per la installazione di impianti da fonti rinnovabili per “salvaguardare” le pratiche in corso.

Sigismondi (FdI): abbatte burocrazia e investe su ambiente

“Nel gioco dei ruoli le opposizioni sono chiamate a criticare anche in modo aspro il testo in discussione, però quando si dicono inesattezze rispetto al lavoro svolto in commissione è necessario, come relatore, dover intervenire”. Così in aula del Senato il relatore del dl Transizione 5.0, il senatore di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi. “Oggi il centrosinistra – prosegue – parla di caro energia, dimenticando che il Governo Meloni, appena insediato, si è trovato ad affrontare un’emergenza pesantissima ereditata dal precedente governo giallo-rosso. Un’emergenza che è stata fronteggiata fin da subito con interventi concreti e tempestivi a tutela di famiglie e imprese, per contrastare l’aumento dei costi energetici. Viene spontaneo chiedersi cosa abbiano fatto loro quando erano al governo, alla luce della situazione che abbiamo trovato”. “Questo governo – continua il parlamentare di FdI – non è sordo alle istanze del territorio, magari erano i governi del passato che, accecati da derive ideologiche, non ascoltavano le giuste richieste dei nostri territori. Il decreto in questione è particolarmente importante, sostiene le imprese che investono in processi produttivi che garantiscono risparmio energetico, dà certezze sulle aree idonee, che investe sulle rinnovabili e che, soprattutto, prevede importanti semplificazioni per abbattere la burocrazia e investire sul rispetto dell’ambiente”.

M5S, caos governo affossa imprese e intero settore

“Evidente che siamo nel pieno di un caos amministrativo e finanziario che ha deluso le imprese e affossato il settore”. Così in Aula la senatrice M5S, Gisella Naturale, durante la dichiarazione generale sul decreto Transizione 5.0. “Il passaggio da Transizione 4.0 a 5.0 – ha proseguito – è stato fatto in maniera disastrosa. Prima che sia troppo tardi bisogna ritornare al piano precedente come pensato dal governo Conte. Il ministro Urso va fermato. È indispensabile un intervento immediato per gli investimenti già avviati”. Intervenuta in Aula anche la senatrice Elena Sironi: “Abbiamo assistito a un atteggiamento frettoloso e superficiale da parte del governo. È riaffiorata la prepotenza di un esecutivo disordinato e negligente che si è dimostrato impreparato. Alle opposizioni che hanno chiesto il perché del parere contrario agli emendamenti presentati è stato risposto ‘perché no’. Tutto questo è ridicolo, non sono entrati nel merito”. Ha preso la parola in dichiarazione generale anche la senatrice Gabriella Di Girolamo, per la quale “l’emendamento sul golden power presentato dal governo è inconferente con il decreto stesso. È solo un modo di mettere una pezza peggiore del buco. Il problema non è l’estensione dell’uso del potere ma come questo viene definito e costruito. Motivo per cui è grave che il Parlamento abbia scelto di estendere il potere senza adeguarlo a contrappesi e garanzie”.

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