L’architettura di Tbilisi – თბილისი secondo l’alfabeto locale – non si può che definire composita. Quella che oggi è la capitale della Georgia fu fondata nel V secolo da Vakhtang I Gorgasali di Iberia, ma in alcuni quartieri gli archeologi hanno trovato tracce di insediamenti umani che risalgono alla prima età del bronzo e addirittura al paleolitico. Un po’ come accade a Roma, Damasco o Atene, la stratificazione è la chiave per leggere Tbilisi.
A causa della sua posizione strategica, nel cuore del Caucaso, al limite tra Oriente e Occidente e su uno snodo centrale della Via della Seta, Tbilisi è stata continuo oggetto di conquiste fin dalla sua fondazione. E dai persiani all’impero ottomano, dai mongoli fino alla Russia zarista e quindi all’Unione Sovietica, ciascun dominio ha lasciato un po’ della sua cifra architettonica, che si mischia ancora oggi con quella locale. I tempi moderni non fanno eccezione in questo senso, e gli edifici pianificati, costruiti, abbattuti a Tbilisi sono spesso parte di strategie di posizionamento politico e oggetto di sentiti dibattiti.