Il periodo post natalizio, complici i pranzi con amici e famiglia ma anche il ritorno a scuola e al lavoro, sarà segnato da un picco di contagi da nord a sud. Gli ospedali sono pieni e il 118 in sovraccarico. Grave la situazione in Sicilia: in alcuni nosocomi palermitani il sovraffollamento supera il 350% e molti pazienti devono attendere sulle barelle nei corridoi prima di poter accedere ai reparti. Situazioni simili anche in Calabria, Campania e in Lombardia
Ospedali in difficoltà per i casi di influenza che in queste settimane post natalizie raggiungeranno il picco in Italia. I pronto soccorso sono in difficoltà per il numero di accessi giornalieri e, da Nord a Sud, molti pazienti restano sulle barelle in attesa di un posto letto in reparto. Aumenta anche il lavoro del 118, contattato sempre più spesso per soccorrere i casi più gravi e i soggetti fragili. In aumento poi i casi in cui l’influenza sfocia in polmonite mentre si riducono le bronchioliti da virus sinciziale grazie alle vaccinazioni.
118 in sovraccarico
A causa dell’influenza, “stiamo riscontrando un aumento rilevantissimo della richiesta di interventi da parte dei cittadini alle centrali operative del 118”. A dirlo è Mario Balzanelli, presidente della Società italiana del sistema 118, che ha sottolineato come “la crisi del filtro territoriale” stia “mettendo in serio distress, quindi in una condizione di estremo carico prestazionale, i sistemi 118 che pure hanno l’obbligo di rispondere in tempi rapidissimi, soprattutto per le emergenze e urgenze”. Troppo spesso, “almeno nel 60% dei casi”, ha spiegato Balzanelli, le chiamate al 118 arrivano “per situazioni che possono essere tranquillamente gestite dai colleghi della medicina delle cure primarie e che non richiedono affatto il nostro intervento”.

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Boom in Sicilia
I pronto soccorso in Sicilia sono in tilt. Nelle ultime due settimane l’impennata delle sindromi influenzali ha messo in grave sofferenza l’intero sistema ospedaliero siciliano: in alcuni nosocomi palermitani il sovraffollamento supera il 350% e molti pazienti devono attendere sulle barelle nei corridoi per ore prima di poter accedere al reparto. “La Sicilia quest’anno è stata particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla campagna vaccinale, manifesta tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi”, ha affermato Giuseppe Bonsignore, segretario del Cimo Sicilia, la confederazione italiana medici ospedalieri dice. “Si parla da quasi due anni della nuova rete ospedaliera ma alla fine se ne sono perse le tracce, e il disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la rete con la distribuzione di più posti letto”.

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Calabria: picco a metà gennaio
Situazione simile in Calabria, dove nei giorni a cavallo di Capodanno, si è registrato il picco di accessi ai pronto soccorso. A Cosenza sono stati registrati quasi 600 accessi in 48 ore con circa 50 ricoveri, a Reggio Calabria oltre 400 pazienti gestiti nello stesso arco temporale, mentre a Catanzaro si è registrato un afflusso massiccio soprattutto negli ultimi giorni. I casi più gravi hanno riguardato pazienti con complicanze respiratorie, polmoniti e insufficienze respiratorie, con alcuni ricoveri in terapia intensiva. Il virus maggiormente circolante è l’influenza A/H1N1, con una progressiva diffusione anche della variante H3. I dati arrivano dai responsabili dei pronto soccorso di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza che prevedono anche il picco dei contagi a metà gennaio, anche in relazione alla riapertura delle scuole e all’aumento dei contatti sociali avvenuti durante il periodo natalizio.
Boom di ricoveri nel Napoletano
Influenza di tipo A e polmoniti gravi al picco anche in Campania. Dopo le giornate di festa che hanno aumentato la circolazione dei contagi, il Cardarelli e l’Ospedale del Mare, ma anche del pediatrico Santobono, aspettano l’ulteriore aumento dei casi legato alla riapertura delle scuole. Al Cardarelli si registra un aumento del 25% di pazienti ricoverati per influenza grave e malattie respiratorie. La media è di 210 accessi al giorno, con molti pazienti che soffrono di polmoniti virali e che rappresentano circa il 30% dei ricoverati. All’Ospedale del Mare la fine del 2025 e l’inizio del 2026 vedono un aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di influenza di tipo A e molti ricoveri per polmoniti gravi. Solo dal 29 dicembre all’1 gennaio ci sono stati 25 ricoveri con supporto respiratorio, e molti altri con forte influenza e dispnea. Consistenti i casi tra bambini all’Ospedale Santobono: durante le feste anche 350 accessi al giorno, di cui 7-8 su 10 per influenza e l’8% dei bambini con la polmonite.
Aumentano le polmoniti in Lombardia
La situazione non è migliore al Nord. In Lombardia, secondo i dati della Regione, nell’ultima settimana del 2025 nei Pronto soccorso ci sono stati 6018 accessi di persone con diagnosi di sindromi simil-influenzali (su un totale di oltre 73,6 mila accessi). Il dato è in aumento rispetto alla settimana precedente, quando gli accessi erano stati 5336, e leggermente inferiore rispetto al picco (6.104) della seconda settimana di dicembre. La fascia d’età più coinvolta è quella da 0 a 9 anni e quella relativa alle persone con più di 70 anni. I ricoveri sono stati 591, dato in linea con quello della settimana precedente. Cresce anche il numero di accessi nei Pronto soccorso lombardi per polmoniti, che nella settimana che va dal 22 al 28 dicembre sono stati 2244 (erano stati 2082 la settimana precedente) con 643 ricoveri.
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