di
Carlos Passerini

Succede di tutto a San Siro, i rossoneri si fermano e ora sono a -3 dall’Inter ma vengono graziati nel finale

I soliti vizi del Diavolo, i soliti punti buttati con le piccole, la solita maledizione che ritorna. Dopo Cremonese, Parma e Pisa, stavolta tocca al redivivo Genoa di De Rossi — un punto nelle precedenti 4 gare — rallentare la corsa del Milan verso la missione scudetto, con l’Inter ora avanti 3 punti. Nel freezer di San Siro finisce 1-1, con i rossoneri che tirano un sospiro di sollievo quando, dopo aver pareggiato in pieno recupero con Leao il gol di Colombo realizzato nel primo tempo, al 99’ Stanciu spedisce in curva il rigore della vittoria. La striscia di partite senza sconfitte si allunga a 17, come non succedeva dal 2004, ma c’è poco da festeggiare: resta un risultato negativo, una mezza sconfitta, che va esaminata a fondo. Se a Cagliari il gol era arrivato al primo tiro, stavolta le conclusioni sono state addirittura 32: non un dato consolante, nonostante le grandi parate del portiere genoano Leali. «Loro sono stati bravi, nel calcio si ha quel che si merita, dobbiamo migliorare ma la fretta non porta da nessuna parte» taglia corto Allegri, che già a Firenze domenica si aspetta una reazione.

Niente calcoli, zero turnover: era stata questa la strategia del tecnico rossonero, che si era affidato alla coppia del gol composta Leao e Pulisic, recordman in serie A nella media gol-minuti giocati. Fin qui, causa infortuni di uno o dell’altro, hanno giocato insieme solo 134 minuti: servirà rodaggio. Sono in 70mila a sfidare il gelo di San Siro, con Gabbia che pronti via li riscalda con un colpo di testa che si stampa sulla traversa dopo una deviazione di Leali. Ma è solo un’illusione perché a passare è il Genoa con Colombo, ancora di proprietà del Milan, che riceve da Malinovskyi e da due passi si prende gioco di una difesa immobile. Male Gabbia. E peggio ancora Fofana una decina minuti più tardi, quando scivola maldestramente nell’area piccola ospite, con la porta spalancata. Un errore che pesa come un macigno, infatti all’intervallo il francese resta negli spogliatoi: al suo posto Loftus-Cheek. Pulisic pareggia sugli sviluppi di un corner, ma il tocco di braccio è evidente: giusto annullarlo.




















































Dopo un tiro fuori di un nulla di Bartesaghi, entra Fullkrug. Il tedesco è stato preso proprio per questo tipo di situazioni, vale a dire provare a riaprire partite bloccate sfruttando una fisicità fuori dal comune anche attraverso il gioco aereo, ma il Genoa alza il muro e Leali respinge tutto, comprese le critiche che hanno spinto il club rossoblù a ingaggiare il brasiliano Bento dall’Al Nassr, in arrivo. O, meglio, Leali para quasi tutto, perché nel recupero nulla può sul colpo di testa di Leao che scongela San Siro. Negli ultimi minuti succede di tutto. Prima il Milan protesta per un rigore non concesso ad Athekame, poi nell’altra area Bartesaghi tocca Ellertsson e per l’arbitro Mariani è fallo: Stanciu al 99’ lo calcia in piazzale Lotto, per la rabbia De Rossi, che però può essere soddisfatto per la prestazione dei suoi. Il Diavolo si tiene il suo punto, ma per lo scudetto serve di più.

8 gennaio 2026 ( modifica il 8 gennaio 2026 | 23:22)