di Cesare Tota

Il tema della nona puntata è «rompere la crosta per emergere». E c’è chi la crosta l’ha rotta a telecamere spente. Nella decima Alessandro, spocchioso, viene bacchettato da chef Cannavacciuolo: «Impara a giocare la tua partita»

Sono 16 i concorrenti arrivati fino al nono episodio di MasterChef Italia, in onda stasera su Sky Uno. Per i giudici è il momento di tirare le prime somme. «Alcuni si sono già fatti conoscere o riconoscere, ma altri non ce la raccontano giusta. Magari si nascondono un pochettino», dice Giorgio Locatelli, chiamando in causa Niccolò e Gaetano.

Il tema della Mystery Box spinge proprio in questa direzione: rompere la crosta. Tra gli ingredienti, quello che colpisce di più è l’argilla, sia in panetto sia in polvere, da usare per cuocere il protagonista del piatto che ognuno deve scegliere. Qualcuno, però, la crosta sembra essersela già tolta fuori dalla cucina: Niccolò, Matteo Lee e Matteo Rinaldi sono andati a ballare qualche sera prima, lasciando i giudici increduli.
Il primo miglior piatto è quello di Vittoria. Nella scorsa puntata Dounia le aveva detto che si stava nascondendo troppo. «Se si rischia si ottiene qualcosa», replica la concorrente. Il secondo miglior piatto è di Niccolò con «Piccolo Lord», una quaglia ripiena di funghi e ciliegie. «Avevo una voglia di rivalsa incredibile», racconta. Bruno Barbieri ironizza sulla sua altezza e sulla promessa di Cannavacciuolo di regalargli una cucina su misura: «Con questo piatto mi sembri ancora più in alto». A vincere la prova è però Matteo Canzi, autore del terzo miglior piatto, che conquista la Golden Pin e il vantaggio nell’Invention Test.



















































Le marinature di Barbieri, Alessandro (con)vince, Gaetano no
La seconda prova ha come protagonista Bruno Barbieri, che porta in MasterClass una delle sue grandi passioni: le marinature. Per una perfetta marinatura occorre del tempo, per questo la pietanza, pollo o controfiletto di capriolo, andrà fatta marinare tutta la notte. Grazie al vantaggio, Matteo Canzi può assegnare le carni ai compagni e penalizzare due concorrenti per il giorno successivo. L’indomani Iolanda e Alessandro si trovano senza postazione e sono costretti a chiedere ospitalità ai compagni per dieci minuti alla volta. «Con me Matteo ha il dente avvelenato, ma nel mio studio dentistico si finisce anche senza denti», scherza Alessandro riguardo alla penalità. Durante gli assaggi emerge che Iolanda, nonostante la difficoltà aggiuntiva, regge la prova. Alessandro sceglie di non giocarsi la Golden Pin: «Se questo è un piatto che mi farà andare a casa, allora non ho capito niente di cucina». Per Barbieri è uno dei migliori impiattamenti mai visti a MasterChef e anche la cottura non è da meno. A vincere la prova è proprio Alessandro. I piatti peggiori sono quelli di Gaetano e Antonio. «Il criterio è capire quale dei due non è mangiabile», spiega Cannavacciuolo. A togliersi il grembiule è Gaetano. «Questo è un nuovo inizio, domani mi iscrivo a una scuola di cucina», dice prima di uscire. Antonio, invece, è rimandato al Pressure Test.

La prova in esterna
La decima puntata si apre con la prova in esterna a Bra, in Piemonte, patria della celebre salsiccia da mangiare cruda. La brigata rossa deve preparare un antipasto creativo e i tajarin al ragù di salsiccia. La blu, invece, un altro antipasto e un carré di coniglio farcito con la salsiccia.
Alessandro, vincitore dell’Invention, sceglie Matteo Lee come capitano della squadra rivale. «Ha grandi capacità, ma forse il suo tallone d’Achille sono le relazioni con gli altri», spiega. Durante la prova, il commento di Cannavacciuolo non tarda ad arrivare: «Sento tutti parlare tranne il capitano». A supportarlo è Carlotta: «L’ho scelta proprio per questo», dice Matteo Lee.
A vincere sono i rossi con un netto 23 a 7, anche grazie all’ottimo ragù bianco dei tajarin. I giudici salvano Dorella per l’intuizione dei peperoni «a turbante» che hanno salvato il secondo della squadra blu. Gli altri, insieme ad Antonio, finiscono al Pressure Test.

Il pressure Test mette in difficoltà (quasi) tutti
Il tema della prova sono i tacos. «Vogliamo un taco creativo, innovativo e godurioso», ribadisce Locatelli. Durante la sfida c’è chi è concentrato su di sé e chi invece ha ancora la testa alla prova in esterna: «Per me Iolanda non merita di stare in balconata neanche questa volta», commenta Dounia. La risposta è secca: «Forse le conviene pensare a salvarsi».
Alessandro è il primo a presentare il piatto e decide di non utilizzare la Golden Pin. «C’è qualcuno che ha fatto peggio di me», dice. Al primo morso, però, il taco si rompe e Cannavacciuolo lo ammonisce: «Se avessi fatto un impasto così, io l’avrei usata. Impara a giocarti la tua partita». Anche Matteo Canzi, forte della sua ricetta, sceglie di non usare la spilla, ma l’involucro risulta crudo. Al termine degli assaggi si salvano solo Dounia e Matteo Rinaldi. Per gli altri cinque sotto la balconata l’errore è comune: «Gli impasti sono tutti sbagliati», commentano i giudici. I tacos peggiori sono quelli di Antonio, che inoltre ne presenta soltanto due su tre. «Era la tua possibilità di salvarti e l’hai fallita», gli dice Giorgio Locatelli. Prima di lasciare la cucina, Cannavacciuolo scherza: «Non aprire mai una panetteria». Sono ora 14 i concorrenti ancora in gara, «e se qualcuno è riuscito ad emergere altri aspettano solo il momento giusto per farlo», conclude Bruno Barbieri.

9 gennaio 2026