Carfora è una donna rivoluzionaria, una coraggiosa ordinaria, che ha teso la mano a chi aveva bisogno. «Quando sono arrivata a Caivano ho visto un mondo, una comunità», ricorda Carfora, «il problema era prendersene cura. Questa serie mostra che cosa significa prendersi cura di una comunità».

Nel 2019 Luisa Ranieri ha visto il documentario di Domenico Iannacone Come figli miei, sulla preside Carfora, ed è rimasta folgorata dalla sua storia. «Ne ho parlato subito con Luca (Zingaretti, ndr), dovevamo fare una fiction. Questa persona mi ha dato la forza e la voglia di raccontare, nel buio della periferia napoletana, una storia luminosa».

«Questa è una di quelle storie che scaldano il cuore», aggiunge Zingaretti, «al centro c’è una donna meravigliosa che si è messa contro tutto e tutti, contro la pigrizia delle istituzioni e il malaffare, riuscendo, con la sola forza della legge, a smuovere le cose. Questa è anche la storia di un gruppo di ragazzi che, grazie alla mano tesa della loro preside, comprende che ha l’ultima chance per cambiare vita. Siamo tutti vittime dell’ultima stagione di Stranger Things», prosegue Zingaretti, «noi non raccontiamo il “sottosopra”, ma il “soprasotto”: zone chiamate degradate che in realtà sono abitate da persone per lo più perbene, che cercano di vivere la propria vita dignitosamente, ma che, per l’assenza dello Stato o per la presenza della malavita, vengono stigmatizzate. Da questo “soprasotto” spunta la luce».