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Florence Shaw entra nei Dry Cleaning dopo una carriera come visual artist e docente, incoraggiata da Tom Dowse, chitarrista della band, che la conosce dal Royal College of Art. Dowse e gli altri membri le fanno ascoltare i demo della band e la invitano alle prove, convincendola a partecipare. Shaw porta con sé un approccio unico: testi tratti da appunti, conversazioni e osservazioni dirette della vita quotidiana. Il quartetto londinese – Shaw, Dowse, il bassista Lewis Maynard e il batterista Nick Buxton – esplora l’ansia da social e il quotidiano. Lo fa su ambientazioni post-punk, pubblicando due EP nel 2019. Tra il 2021 e il 2023 arrivano gli album “New Long Leg” e “Stumpwork”, in cui la band intreccia un art-rock arguto a testi che catturano il surreale nella vita quotidiana. Il tutto, però, saldamente ancorato a un realismo a tratti cinico.

Tre città, un amore segreto

“Secret Love”, terzo album del gruppo, vede la produzione di Cate Le Bon. La registrazione inizia in una sala prove a South London, dove tutti e quattro i membri scrivono, provano e rispondono alle idee reciproche. Le sessioni continuano al Loft di Jeff Tweedy a Chicago, allo studio Sonic di Dublino con membri dei Gilla Band, e si concludono al Black Box nella Loira in Francia.

Le Bon è rimasta affascinata dal gruppo, infatti «stare insieme in una stanza», spiega, fa sì che «possa sentire quella vitalità e quella forza che esiste tra loro, che è davvero unica». La copertina di “Secret Love” è un dipinto dell’artista canadese Erica Eyres in cui Shaw viene raffigurata reclinata all’indietro mentre qualcuno le lava un occhio, tenendoglielo forzatamente aperto. L’immagine oscilla tra un gesto di cura e un atto invasivo e in questa ambiguità concentra il senso dell’album. Infatti, “Secret Love” si muove nello stesso territorio instabile: il bisogno di esporsi e, allo stesso tempo, la tentazione di sparire. È un esercizio continuo di controllo. Un oscillare tra i momenti in cui ci si può permettere di cedere e quelli dove è necessario irrigidirsi. Si tratta di un meccanismo di difesa da politici impostori, opportunisti senza scrupoli e influencer predatori. Mostrarsi diventa così un atto rischioso, mai del tutto innocente, sempre esposto a fraintendimenti e abusi.

«Non rinunciare ad essere dolce»

L’album si apre con “Hit My Head All Day”, in cui Shaw scandisce parole parlando di manipolazione e pressione sociale – «La vita, una serie di ricordi e segnali che ci dicono questo o quello» – mentre synth e chitarre creano trame imprevedibili. Il pop di “Cruise Ship Designer” descrive un personaggio che progetta navi da crociera con ironia, mentre il basso e le chitarre accompagnano la voce parlata. In “My Soul/Half Pint”, l’oscura “Blood” e la rabbiosa “Rocks” il suono si piega alla normalizzazione della violenza e la frustrazione per il clima sociopolitico in cui viviamo. Brani come “The Cute Things” introducono assoli di chitarra nello stile da arena pop, mentre “Let Me Grow And You’ll See The Fruit”, la satira di “Evil Evil Idiot”, la scarna “I Need You” e il titolo “Secret Love (Concealed in a Drawing of a Boy)” completano la scaletta, alternando momenti ironici a sequenze musicali strutturate, mantenendo sempre la coerenza della voce parlata e l’impostazione post punk della band aperta alle contaminazioni.

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