Alcuni fossili scoperti in Marocco, e studiati per anni da un team di ricercatori, rafforzano l’idea che l’Homo Sapiens abbia avuto origine in Africa.
Tale studio, figlio di anni di ricerca, analisi e comparazione del team del programma ‘Préistoire de Casablanca’, è stato pubblicato sulla rivista ‘Nature’, nell’articolo “Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage”.
Tali ricerche sono state compiute a lungo nella Grotte à Hominidés nella cava Thomas I a Casablanca, e sono il frutto di un grande sforzo collettivo; tra loro vi è anche la ricercatrice di Ascoli Satriano, Rosalia Gallotti.
Con lei, sono autori dello studio Jean-Jacques Hublin, David Lefèvre, Serena Perini, Giovanni Muttoni, Matthew M. Skinner, Shara E. Bailey, Sarah Freidline, Philippe Gunz, Mathieu Rué, Mohssine El Graoui, Denis Geraads, Camille Daujeard, Thomas W. Davies, Kornelius Kupczik, Mykolas D. Imbrasas, Alejandra Ortiz, Christophe Falguères, Qingfeng Shao, Jean-Jacques Bahain, Alain Queffelec, Asier Gomez-Olivencia, stefano Benazzi, Adeline La Cabec, Rita Sorrentino, Inga Bergmann, Fatima-Zohra Sbihi-Alaoui, Jean-Paul Raynal e Abderrahim Mohib.
Magnetostratigrafia per lo studio dei fossili
Si tratta di fossili datati con il metodo della magnetostratigrafia a circa 773.000 anni fa, in corrispondenza della transizione geomagnetica Matuyama/Brunhes.
I sedimenti che costituiscono il riempimento della Grotte à Hominidès hanno registrato tale transizione ad alta risoluzione, fornendo per la prima volta una data precisa per dei fossili pleistocenici nord africani.
Il materiale studiato comprende diverse mandibole, tra cui quelle di due adulti e di un bambino, oltre a resti dentali e diverse vertebre, che documentano popolazioni ancora poco conosciute per questo periodo di transizione, situato tra le forme antiche del genere Homo e le linee evolutive più recenti.

L’evoluzione umana si è compiuta in Africa
Queste scoperte colmano un importante vuoto nel registro fossile africano, in un momento in cui i dati paleogenetici collocano la divergenza tra la linea africana che conduce a Homo sapiens e le linee eurasiatiche all’origine dei Neanderthal e dei Denisoviani.
I fossili mostrano una combinazione originale di tratti primitivi e più evoluti, testimoniando popolazioni prossime a questa fase di divergenza. Esse confermano così l’antichità e la profondità delle radici africane della nostra specie, sottolineando al contempo il ruolo chiave del Nord Africa nelle grandi tappe dell’evoluzione umana.

Il programma ‘Préhistoire de Casablanca’
Questo studio rientra nel programma marocco-francese “Préhistoire de Casablanca”, che si inserisce in una lunga e duratura collaborazione istituzionale tra l’Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine du Ministère de la Jeunesse, de la Culture et de la Communication, Département de la Culture (Marocco) e il Ministère de l’Europe et des Affaires Étrangères attraverso la missione archeologica “Casablanca” (Francia).
I lavori sul campo e gli studi successivi al ritrovamento dei fossili sono stati finanziati dal Ministère de l’Europe et des Affaires Étrangères, la Région Aquitaine (progetti Origines 1 à 3), il Department of Human Evolution of the Max-Planck Institute Evolutionary Anthropology (Germania) e l’European Research Council (ERC) – European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme (grant agreement No. 819960), il Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” dell’Università degli Studi di Milano (Italia) attraverso il progetto ‘Dipartimenti di Eccellenza 2018–2022’ e dal Laboratoire d’Excellence Archimède – Programme I.A. ANR-11-LABX-0032-01 –projet Origines.
Ha inoltre beneficiato del sostegno finanziario e materiale de l’Université de Bordeaux et del Muséum national d’histoire naturelle (Francia).