🚨🪖🇮🇷🇻🇪🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Buonasera a tutti. Che succede? Succede che quella di oggi è finora la giornata più importante dall’inizio delle proteste in Iran. 

Il Blog ha raccontato l’avvio degli scioperi dei negozianti di Teheran fin dalle primissime ore, in solitaria, quando ancora non faceva notizia. 

Adesso è in atto il fenomeno inverso: si è capito che il tema interessa (e menomale), che il tema probabilmente porta pure abbastanza clic. Risultato: da giorni ogni notte diventa quella “decisiva”

Cosa sto dicendo? Che un regime che detiene il controllo delle armi, che ha una lunga esperienza nella repressione del dissenso, non si caccia dalla sera alla mattina.

E poi? E poi che se si considerano tutte le ondate di proteste scoppiate dal 2017 ad oggi quella in corso è – per ora – “solo“ al quarto posto per partecipazione e diffusione.

Quindi? Quindi grande attenzione agli acchiappa-like. 

Però c’è un “però”.

Quella di oggi è una giornata da cerchiare di rosso sul taccuino.

Perché? Perché il Blog ha registrato un salto di qualità importante, nelle strade e fra gli attori di questa partita.

Spoiler: stiamo finalmente entrando nel vivo. E questa sera vedremo insieme perché.

C’è altro? Sì.

Domanda: che succede se la variabile impazzita, la mina vagante del regime decide che il “nuovo Venezuela” non può essere governato da Delcy Rodriguez?

La risposta è oggetto di attente valutazioni in queste ore da parte dell’intelligence degli Stati Uniti. Oggi chiariremo quali sono le prime deduzioni degli americani e quali i veri rischi.

E poi? E poi sveleremo un retroscena proveniente direttamente dallo Studio Ovale. Quando si scrive che Donald Trump è un presidente atipico, un giocatore che esce dagli schemi tradizionali, ci si riferisce anche a episodi come quelli che hanno visto protagonisti quatto giornalisti a stelle e strisce.

Infine: un alert importante e inusuale in arrivo dall’intelligence di Kyiv.

Fine delle presentazioni. Abbiamo molto da dirci. Andiamo, facciamo un punto nave.

🚨🪖🇮🇷🇻🇪🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Punto nave. La notte più importante (finora) delle proteste in Iran. La mossa del principe in esilio e la risposta del regime. La “mina vagante” di Caracas che può far saltare il “piano Trump”, un retroscena dallo Studio Ovale e un alert da Kyiv

🪖🇮🇷 Cos’abbiamo qui? Una notte da ricordare in Iran. Fonti affidabili sul campo, manifestanti che stanno sfidando la repressione posta in essere dal regime, raccontano come quelle in corso stasera siano di gran lunga le proteste più partecipate dall’inizio della nuova ondata di mobilitazione. 

Perché è importante? Perché il cambio di passo arriva nel giorno e nell’ora indicata dal principe in esilio, Reza Pahlavi

Siamo in presenza di un salto di qualità nelle proteste? Per la prima volta sì, abbiamo decine e decine di migliaia di manifestanti in strada, simultaneamente, in diverse province dell’Iran.

Il dato interessante è che l’aumento della partecipazione si accompagna a un paio di mosse significative compiute a bordo ring