Quella di ieri è stata una giornata che, a conti fatti, potrebbe essere la più fredda di questo inverno. Temperature minime e anche massime così basse era da tempo che non si registravano a Cuneo, nella Granda così come nel Nordovest. L’aria artica che l’anticiclone groenlandese (in piena sintonia con l’attualità) convoglia sull’Europa ha investito da capodanno anche il nostro “cul di sacco” alpino riportando valori quasi dimenticati. Ventun gradi sotto il gelo della stazione Arpa a 3320 metri sulle falde del Monviso è il valore più basso, seguito dai -19° ai 2685 metri del colle dell’Agnello e dai -18° sulla Rocca dell’Abisso a quota 2740.

Cancellati i ricordi del 2023 e 2015

Dopo i gennaio (specie gli inizi mese) del riscaldamento «totale» torniamo a leggere i -12,4° sull’alto delle piste del Pancani (Limone) ma soprattutto il gelo insistente nelle nostre campagne, ovunque tra i -5°, mentre l’Alta Langa raggela tra i -6° di Paroldo e i -8°e più delle vallette interne ancora innevate. Valori che ieri anche nei centri cittadini o nel loro circondario si sono tenuti nelle massime tra i 3° e i 5° con minime di -5° sulla collina di Bra, -6,6° al Alba sul Tanaro, -7,4° a Mondovì, -6,2° a Fossano, -6° a Savigliano, mentre collina di Saluzzo e altipiano cuneese si sono limitati a -3,7° e -2,5°. Cancellati in un amen i ricordi dei 13-16 gradi che riscaldarono la prima metà del gennaio 2023 e del 2015 così come i primi giorni del 2020, del 2018 o del 2013.

Cambio del quadro meteo

Da oggi, però, cambio del quadro meteo: fin dalla notte fa il suo ingresso l’Atlantico investendo specie le valli del Monviso con nevicate vallive sopra i 1300 mentre venti di Foehn arrivano fin sulle pianure. Le massime aumentano e lo zero termico sale oltre i 700 metri e poi oltre i 1500. Più sensibile infatti l’aumento termico domani e domenica con venti, cielo sereno e massime fino a 8/9 gradi.