La ripartenza di Varese dopo un avvio di stagione complicato si legge meno nei picchi emotivi e più nella trasformazione del gruppo. Oggi l’Openjobmetis è tornata in metà alta, con quel sesto posto che mancava da quasi tre anni, dentro una classifica cortissima in cui sette squadre stanno in due punti. Non è ancora un traguardo, ma è un segnale: i biancorossi hanno ritrovato una direzione riconoscibile. Il punto di svolta ha un nome preciso: Ioannis Kastritis. La sua Varese è costruita sulla difesa come “pietra angolare“ e su un’intensità che non ammette pause. Non è un caso che l’OJM sia prima per recuperi e palle perse forzate: è lo specchio di un’aggressività costante e di un ritmo alto, allenati ogni giorno fino a diventare abitudine. Si può sbagliare, si può forzare, ma la squadra resta dentro la partita per 40 minuti: questo ha cambiato l’esito di gare che, fino a poche settimane fa, si spezzavano.

Anche il mercato ha inciso: l’inserimento di Iroegbu e Stewart al posto di profili evidentemente non all’altezza come Moody (per talento) e Freeman (per tenuta fisica) ha dato riferimenti immediati e continuità a un rendimento che era spesso “incompiuto“. Stewart, in particolare, ha portato concretezza; Iroegbu ha aggiunto sostanza e letture, oltre che una grande tenuta difensiva sul portatore di palla avversario. Dentro questa nuova cornice rientra anche la gestione di Moore: la sua centralità, dopo una frizione passata, racconta la capacità dell’allenatore greco di ricompattare e valorizzare, rispettando le scelte societarie. La vittoria contro una Napoli lanciata, arrivata nonostante una serata al tiro complicata, è stata un altro indicatore: oggi Varese può vincere anche senza l’attacco ad altissima percentuale, perché la struttura difensiva regge e il flusso di assist sostiene le scelte.

Adesso, però, la ripartenza chiede conferme e porta con sé un obiettivo concreto: la Coppa Italia. La trasferta di domenica a Treviso ha una valenza doppia, perché una vittoria al PalaVerde (contro una squadra in crisi) renderebbe aritmetico il pass per Torino se Trapani scenderà in campo contro Trento; e, allo stesso tempo, archivierebbe in pratica il tema salvezza con un vantaggio consistente al giro di boa. Se invece la situazione di Trapani dovesse modificare la classifica, l’OJM avrebbe comunque chance grazie ai vantaggi negli scontri diretti con Napoli, Trieste, Cremona e Sassari. Il passo successivo, per trasformare la risalita in una stagione di spessore, sta tutto qui. Con il ciclo duro all’orizzonte (Venezia, Milano e Brescia), Varese ha già ottenuto la cosa più preziosa: un’identità che non dipende dall’umore della partita.

Alessandro Luigi Maggi