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La situazione in Iran si fa sempre più difficile. Finora, la violenza delle autorità alle manifestazioni ha causato la morte di almeno 42 persone, mentre più di 2.270 sono state arrestate, ha riferito l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency. Ali Khamenei potrebbe voler lasciare l’Iran, ha detto in un’intervista a Fox News Donald Trump. La guida suprema dell’Iran, secondo il presidente degli Stati Uniti, “sta cercando un posto dove andare. La situazione sta peggiorando molto”.

Khamenei risponde a Trump. “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe occuparsi dei problemi del suo Paese’’, ha dichiarato l’Ayatollah, in un discorso alla nazione nel quale ha fatto appello all’unità mentre continuano le manifestazioni di piazza esplose contro il carovita. ’’Alcuni manifestanti stanno cercando di compiacere Trump distruggendo proprietà pubbliche”, ha aggiunto Khamenei.

La Repubblica Islamica “non cederà di fronte ai sabotatori”, ha affermato la Guida suprema dell’Iran. “Tutti dovrebbero sapere che la Repubblica Islamica è salita al potere con il sangue di centinaia di migliaia di persone onorevoli e non cederà di fronte ai sabotatori”, ha detto Khamenei, riferisce il portale con sede a Londra ’Iran International’, parlando anche di elementi sostenuti dall’estero che cercano di destabilizzare il Paese.

Trump è ’’un arrogante’’ e verrà ’’rovesciato’’, ha aggiunto Khamenei. “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe sapere che tutti i tiranni sono caduti quando erano all’apice del loro potere”, ha aggiunto Khamenei. Trump, ha proseguito Khamenei, ’’afferma di poter agire come il padre della nazione iraniana’’, ma ’’dovrebbe sapere che gli uomini arroganti del mondo, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan e Mohammad Reza, sono stati rovesciati al culmine della loro arroganza; anche lui sarà rovesciato’’.

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Nella notte però le proteste sono continuate con manifestazioni di massa che hanno interessato le principali città del paese, a partire dalla capitale Teheran. A scatenare le manifestazioni è l’aumento dell’inflazione conseguente alla svalutazione del riyal, la moneta nazionale iraniana. A causa della manifestazioni, le autorità iraniane hanno disposto un blackout totale delle comunicazioni via social che risultano inaccessibili in tutto il Paese. Questa mattina i media ufficiali iraniani hanno rotto il silenzio sulle manifestazioni, attribuendo la responsabilità delle proteste ad “agenti terroristici” di Stati Uniti e Israele che avrebbero appiccato incendi e innescato violenze.