Due persone sono rimaste ferite a colpi d’arma da fuoco a Portland, nell’Oregon, durante un intervento che ha coinvolto agenti federali statunitensi. L’episodio, avvenuto giovedì nell’isolato 10200 di Southeast Main Street, si inserisce in un clima di forte tensione nazionale legato alla morte di Renee Nicole Good, una manifestante pro migranti uccisa da un agente dell’Ice a Minneapolis. Il Portland Police Bureau ha riferito che un uomo e una donna sono stati soccorsi e trasportati in ospedale, senza fornire indicazioni sulle loro condizioni. Secondo una fonte di alto livello delle forze dell’ordine citata dalla Cnn, si tratterebbe di una coppia sposata fermata durante un controllo: l’uomo sarebbe stato colpito al braccio e la donna al petto. L’Fbi di Portland ha confermato su X che la sparatoria ha coinvolto agenti della U.S. Customs and Border Protection e che sono in corso indagini federali.

La versione del Dipartimento per la Sicurezza interna è stata affidata alla vicesegretaria Tricia McLaughlin: “Gli agenti della pattuglia di frontiera stavano effettuando un controllo mirato di un veicolo“, ha scritto su X. “Il passeggero era un immigrato clandestino venezuelano affiliato alla rete criminale Tren de Aragua e coinvolto in una recente sparatoria a Portland”. McLaughlin ha aggiunto che “riteniamo che il conducente fosse un membro della feroce gang Tren de Aragua” e che “quando gli agenti si sono identificati, l’autista ha tentato di investirli. Temendo per la propria vita, un agente ha sparato per difendersi”. Il veicolo si sarebbe poi allontanato, prima che i due feriti venissero rintracciati poco distante.

Il capo della polizia di Portland, Bob Day, ha invitato alla calma: “Siamo ancora nelle fasi iniziali di questo incidente”, ha dichiarato. “Comprendiamo l’emozione e la tensione che molti stanno provando dopo la sparatoria di Minneapolis, ma chiedo alla comunità di mantenere la calma mentre cerchiamo di chiarire i fatti”. Più duro il sindaco di Portland, Keith Wilson: “Non possiamo restare a guardare mentre le tutele costituzionali si erodono e aumenta lo spargimento di sangue”. E ancora: “Portland non è un campo di addestramento per agenti militarizzati, e la minaccia di usare la piena forza ha conseguenze mortali”.

L’episodio dell’Oregon arriva mentre negli Stati Uniti continuano le proteste per la morte di Renee Nicole Good, 37 anni, uccisa a Minneapolis durante un’operazione di controllo dell’immigrazione. Nelle ultime ore è stato identificato l’agente dell’Ice coinvolto nella sparatoria: si tratta di Jonathan E. Ross, residente a Minneapolis, in servizio da circa dieci anni nel team di risposta speciale delle operazioni di deportazione dell’Ice. Il suo nome emerge da documenti giudiziari che corrispondono alla descrizione di un episodio precedente avvenuto a giugno 2025 a Bloomington, citato anche dalla segretaria alla Sicurezza Nazionale Kristi Noem e dal senatore JD Vance. Le autorità federali, finora, non hanno diffuso ufficialmente il suo nome.

Le proteste per la morte di Good proseguono a Minneapolis e in numerose altre città, tra cui New York, Boston, Baltimora e Birmingham. La manifestazione più partecipata resta quella nel Minnesota, dove il governatore democratico Tim Walz ha autorizzato la mobilitazione della Guardia Nazionale statale. Le truppe sono state poste “pronte a supportare le forze dell’ordine locali e statali nella protezione delle infrastrutture critiche e nel mantenimento della sicurezza pubblica”. Walz ha anche sottolineato che “migliaia di persone hanno fatto sentire la loro voce pacificamente” e ha espresso fiducia nel fatto che “la pace durerà”. Sul terreno restano schierati anche 85 agenti della Minnesota State Patrol.