di
Paolo Casarin

L’ex arbitro analizza gli errori in Napoli-Verona: «L’attore protagonista delle partite non è più il direttore di gara, sottomesso alle decisioni della Var. Bravo e coraggioso Marini in Milan-Genoa»

In Napoli- Verona il pallone è sceso dal cielo perché così ha deciso il gioco del calcio. Che va salvato. Due calciatori, Buongiorno del Napoli e Valentini del Verona, attendono l’arrivo del pallone. Valentini salta in alto per toccare per primo il pallone. Il pallone fa brutti scherzi, talvolta è persino nervoso, e gli sfugge finendo tra le braccia di Buongiorno. Una sosta breve e tutto finisce. Marchetti, un bravo arbitro, ha visto tutto e pensa che si può ricominciare a giocare. Forse gli è mancato il coraggio di decidere; meglio, non sapeva come ripartire. Fallo di Valentini o rigore per il Verona? Alla Var il tempo passava anche per Marini, davanti al monitor di Lissone. Passava un tempo significativo e non pochi secondi come succedeva con il primo Var. Un errore chiaro ed evidente dell’arbitro si trovava facilmente. Anzi erano gli errori a chiamare il Var e l’arbitro a ringraziare. Qualche volta l’arbitro rifiutava l’aiuto e rimaneva sulle sue posizioni. Il Var non si offendeva perché era felice di aiutare l’arbitro. Questa dovrebbe essere l’impostazione corretta. Ma col passare del tempo l’uomo alla Var divenne più autonomo, più sicuro. Aveva cominciato da arbitro di campo e si ritrovava arbitro di televisione. Così importante che il collega di campo, chiamato a decidere definitivamente non lo smentiva mai. 

L’altra sera, a Napoli, Marini, con qualche incertezza derivata dal braccio di Buongiorno sul pallone, chiama Marchetti per l’ultimo controllo. L’arbitro si reca al monitor e scopre il rigore di Marini. Non è contento perché ha qualche dubbio: «Ma una volta questi rigori non li concedevo, perché stasera mi sembra giusto concederli?». Qui stanno cambiando il calcio, quindi la figura e la dimensione dell’arbitro. Il Var ormai si è staccato dall’arbitro. Se l’arbitro non torna a essere quello di prima, l’attore protagonista nella direzione della partita comanderanno e decideranno loro, quelli della Var. Ma l’arbitro di un tempo è finito? No se si torna a ragionare, al rispetto non solo delle regole ma anche dei ruoli. Rischia di finire anche il gioco del calcio? No, i bambini giocano ancora e non hanno la Var. L’arbitro Marchetti corre sul campo di Maradona con il viso bagnato. È felice anche sotto l’acqua. Dentro di sé dice: devo ricominciare ad arbitrare come una volta, devo fischiare e decidere dopo ogni fallo. Io sono un arbitro e il calcio deve vivere con me… 
Ps: corretto il rapporto tra Var e arbitro Mariani ieri in Milan-Genoa. Sottolineo il coraggio di arbitrare: non è da tutti dare un rigore a San Siro al 95’



















































9 gennaio 2026