Forlì, 8 gennaio 2026 — Sale operatorie che sembrano cockpit, schermi tridimensionali al posto dei microscopi tradizionali, algoritmi che aiutano i medici a scegliere la terapia migliore. Non è fantascienza, ma il presente dell’Oculistica di Forlì-Faenza, che nel 2026 si presenta come uno dei reparti più avanzati dell’Ausl Romagna sul fronte della tecnologia applicata alla cura degli occhi.

Sala operatoria completamente digitale per gli interventi sulla retina

All’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì è stato completato un importante intervento di riorganizzazione strutturale e digitale che ha interessato la sede storica dell’Oculistica, al primo piano del padiglione Vallisneri. I nuovi spazi permettono oggi una netta separazione tra l’area ambulatoriale e diagnostica e quella dedicata alla chirurgia e alla day-surgery, con percorsi più ordinati e funzionali per pazienti e operatori. Il cuore dell’innovazione è però rappresentato dall’attivazione di una seconda sala operatoria completamente digitale, dotata di tecnologia 3D, pensata per sostenere l’elevato numero di interventi sulla retina.

Salto organizzativo e tecnologico

Nel solo 2025 l’unità operativa ha superato i 600 interventi di chirurgia vitreoretinica, raddoppiando i volumi rispetto al periodo pre-pandemico. Un dato che racconta non solo una ripresa dell’attività, ma anche un salto organizzativo e tecnologico: “La nuova sala operatoria ‘heads-up’ rappresenta un cambio di passo nella chirurgia oftalmica — spiega il direttore Giacomo Costa —L’équipe non guarda più dentro il microscopio, ma opera osservando immagini 3D su monitor 4K ad altissima definizione”.

Visione tridimensionale in tempo reale

Il sistema utilizza una telecamera stereoscopica Hdr che consente una visione tridimensionale in tempo reale, con ingrandimenti molto superiori a quelli tradizionali e una qualità uniforme su tutto il campo operatorio. Un vantaggio non solo per la precisione degli interventi, ma anche per la sicurezza del paziente: “Lavoriamo con livelli di illuminazione più bassi — sottolinea Costa — riducendo il rischio di fototossicità per la retina. Inoltre, sullo schermo vengono integrati in tempo reale i parametri delle apparecchiature chirurgiche, creando una sorta di cruscotto condiviso, utile anche per la formazione dei giovani medici”.

Intelligenza artificiale per la personalizzazione delle cure

L’innovazione non si ferma alle sale operatorie. Anche il settore della retina medica e delle terapie intravitreali ha beneficiato dell’introduzione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale. I nuovi software analizzano i biomarcatori delle immagini Oct e supportano i medici nella personalizzazione delle cure per le maculopatie. Un aiuto concreto per gestire oltre 4.000 terapie all’anno.

Ampliamento dei locali

L’ampliamento dei locali ha coinvolto anche gli ambulatori di diagnostica, ortottica, ipovisione e screening dell’ambliopia pediatrica. A Faenza, all’ospedale degli Infermi, resta centrale l’attività sul glaucoma, con più di 200 interventi di chirurgia maggiore nel 2025 e gran parte dei circa 3.500 interventi di cataratta effettuati tra le due sedi, anche con l’utilizzo di lenti ‘premium’ capaci di correggere più difetti visivi contemporaneamente.

Attività sulla cornea: 100 interventi di chirurgia non perforante

Rilevante anche l’attività sulla cornea, con oltre cento interventi di chirurgia non perforante supportati da diagnostica di ultima generazione. A sostenere questo modello c’è un’équipe composta da quindici giovani medici specializzati, attivi sia a Forlì sia a Faenza per garantire continuità e uniformità assistenziale sul territorio. Resta infine operativo l’ambulatorio per le urgenze oculistiche, attivo dal lunedì al venerdì in entrambe le sedi e nei giorni festivi esclusivamente a Forlì.