Il 12 gennaio debutterà su Rai 1 “La preside”, la nuova serie tv con protagonista Luisa Ranieri. L’attrice indosserà in panni di Eugenia Carfora, preside di Caivano, che ha riscattato i ragazzi che frequentavano la scuola che si è trovata a dirigere. Non si tratta di un biopic, ma la storia raccontata dalla serie è liberamente ispirata al suo lavoro. Lei e il marito, Luca Zingaretti, si innamorarono del documentario “Come figli miei” di Domenico Iannacone e hanno deciso di produrlo. “Fin da subito abbiamo pensato la storia con questa impostazione meno documentaristica: non volevamo un biopic ma usare la storia eccezionale di Eugenia Carfora per raccontare tutti i bravi presidi e insegnanti italiani, che non sono visti e sono sottopagati”, ha speigato l’attrice a La Stampa.

Carfora, quando ha appreso della notizia, “pensava fosse uno scherzo. Poi non voleva saperne. Temeva che la sua vita venisse spettacolarizzata, ripeteva che il suo lavoro era un altro, non la tv: voleva restare un passo indietro. Poi l’abbiamo conosciuta, è nata una bella amicizia e ha colto lo spirito della serie: l’ha vista e le è piaciuta. La preside unisce leggerezza e denuncia: a mio avviso i messaggi passano meglio quando oltre a riflettere si sorride”.

Per Luisa la scuola è stata importante, proprio tra i banchi ha scoperto l’amore per la recitazione: “La mia insegnante di italiano ci portava al cineforum, a teatro, ci insegnava a girare dei corti e invitava grandi personalità a parlare ed è così che ho scoperto il mondo della recitazione. Prima non avevo mai nemmeno preso in considerazione l’idea di fare l’attrice: è come se mi si fosse aperta una finestra nel cuore”. E per lei il teatro dovrebbe diventare una materia curriculare. 

Ranieri è dislessica e quando frequentava la scuola non c’era supporto: “Ho dovuto sopperire al mio limite in autonomia perché all’epoca non veniva diagnosticata. Comunque ce l’ho fatta: imparavo tutto a memoria riuscendo a prendere buoni voti. Per fortuna non ero anche disgrafica”.

È sempre stata “una timidona. Se c’era da scioperare o combattere per una causa non mi tiravo certo indietro però mi trovavate nelle terze, quarte file. Non ero certo la capobanda, mai stata nemmeno rappresentante di istituto”.

Ammette di aver avuto alcuni che la corteggiavano, ma “sono sempre stata poco consapevole del mio fascino. Ricordo che in classe c’era chi mi corteggiava ma io ero timida e schiva. Piacere non era una questione centrale, pensavo più ad altro”. 

Luisa Ranieri e il rapporto con le figlie

Ranieri e Luca hanno due figlie, Emma, 14 anni, e Bianca, 10: “Io e Luca ci barcameniamo, come tutti. Non perché questa sia una generazione più fragile: ogni epoca ha le sue debolezze, semplicemente non sono le stesse del passato. Noi adulti dobbiamo essere bravi a re-imparare cosa vuol dire essere giovani e riuscire a costruire un dialogo nuovo con loro. Non possiamo basarci sull’educazione ricevuta. Io e Luca ci confrontiamo tantissimo e parliamo molto anche con Emma e Bianca. Sono entrambe adolescenti ed è chiaro che quello che dice la compagna di banco pesa più delle raccomandazioni di mamma e papà. Spero però che il dialogo aperto con noi le aiuti a riflettere prima di fare una cavolata”.

A loro ripetono di “pensare con la propria testa. Di non seguire a ruota il gruppo e, in caso di pericolo, di dare retta all’istinto e andare via”. E parlando di futuro, immancabile la domanda sul seguire o meno le orme dei genitori: “Emma, la più grande, è molto quadrata e ama scrivere ma non so se vorrà lavorare nel mondo dello spettacolo. È presto per dirlo”.

Luisa Ranieri mamma di due figlie adolescenti: “Alle medie si parla già di sesso e relazioni”, l’avvertimento