simulazione incendio crans montana Fonte: Martina Bellomia, via Fire Safety Engineering Italia

140 secondi, poco meno di due minuti e mezzo, è il tempo in cui le condizioni del bar Le Constellation di Crans-Montana sono diventate incompatibili con la sopravvivenza delle persone al loro interno dopo lo scoppio dell’incendio che ha provocato 40 vittime e 119 feriti nella notte di Capodanno. Questo è il risultato di una simulazione numerica che ricostruisce in modo semi-realistico la dinamica dell’incendio, realizzata dall’architetta Martina Bellomia e dall’ingegnere Giovanni Bellomia. L’analisi della simulazione, realizzata con il software Fire Dynamics Simulator del NIST (National Institute of Standards and Technology) americano, è stata pubblicata sul sito Fire Safety Engineering Italia.

L’autrice dell’analisi precisa che si tratta di una simulazione che ha valore scientifico ma non forense, dal momento che la planimetria del locale, i materiali inseriti nello studio e i parametri dell’incendio non si basano su rilevazioni tecniche effettuate in loco ma su informazioni pubbliche e ipotesi ragionevoli. Premesso questo, la dinamica fisica è modellata dal software in modo scientificamente realistico e in conformità con le normative ufficiali sulla sicurezza antincendio.

Potete vedere il risultato della simulazione nella ricostruzione video qui sopra. Viene mostrato inizialmente l’innesco dell’incendio sul soffitto della sala seminterrata del bar. A propagarsi sotto il soffitto è inizialmente il fumo (in nero nella simulazione).

A circa 110 secondi dall’innesco, mentre il fumo ha invaso tutto il soffitto e ha cominciato a salire nella sala superiore, comincia la fase di sviluppo dell’incendio, in cui le fiamme si estendono.

Mentre il fumo si estende nella parte bassa della sala, a circa 140 secondi dall’innesco avviene probabilmente il flashover, il momento in cui l’incendio diventa generalizzato, quando il soffitto raggiunge una temperatura di 600 °C. Le fiamme hanno invaso l’intero soffitto, la sala superiore è completamente occupata dal fumo e cominciano a precipitare gocce di poliuretano incendiato che trasmettono le fiamme anche agli arredi nella parte bassa della sala.

A questo punto, secondo la simulazione, la temperatura ad altezza d’uomo raggiunge i 60 °C, stabiliti dalla normativa italiana come limite massimo di esposizione per persone non protette. Sarebbe qui, insomma, che «cessano di sussistere le condizioni per la sopravvivenza delle persone», come riportato nella simulazione. Meno di due minuti e mezzo da quando le fiamme hanno raggiunto il pannello insonorizzante sul soffitto del Le Constellation a quando la vita dei ragazzi che festeggiavano il Capodanno era seriamente compromessa.