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Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles

Sì anche dell’Italia sul Mercosur, l’accordo di libero scambio con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay; cinque Paesi Ue – Francia, Polonia, Irlanda, Austria e Ungheria – hanno votato contro l’intesa, il Belgio si è invece astenuto. Soglia del 5% per le clausole di salvaguardia

Semaforo verde dai Paesi Ue all’accordo di libero scambio con il Mercosur (qui: in cosa consiste l’accordo). È quanto emerso venerdì mattina durante la riunione degli ambasciatori degli Stati membri presso la Ue (Coreper). 

Il via libera ufficiale arriverà però solo alle 17 di venerdì, quando scade il termine della procedura scritta con cui gli Stati membri sono chiamati a esprimersi formalmente sull’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Questo permetterà alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di recarsi in Paraguay per la firma definitiva in programma per lunedì 12 gennaio.



















































Le discussioni in seno al Coreper hanno indicato che vi è un ampio sostegno al pacchetto per la firma e per l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad interim e dell’accordo di partnership, ha spiegato un funzionario cipriota (Nicosia detiene la presidenza di turno dell’Ue dall’inizio di gennaio).

La maggioranza qualificata

Per l’approvazione era necessaria la maggioranza qualificata: 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione Ue. Durante la riunione non tutti i Paesi sono intervenuti ma quelli che lo hanno fatto sono sufficienti per raggiungere la maggioranza richiesta. 

Per il via libera era necessario che l’Italia fosse a favore, dopo che in dicembre aveva contribuito a creare una minoranza di blocco insieme a Francia, Polonia, Austria. 

Il no di Parigi è rimasto, come annunciato giovedì dal presidente francese Emmanuel Macron. Contrari anche Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio invece si è astenuto.

Le condizioni di Roma

Roma ha ottenuto quello che aveva chiesto per il settore agricolo. Per quanto riguarda le salvaguardie bilaterali, il Coreper ha confermato l’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo a dicembre. Per rafforzare ulteriormente le salvaguardie e garantire che l’Ue possa reagire rapidamente alle perturbazioni del mercato, il Coreper ha convenuto di abbassare dall’8% al 5% la soglia per l’avvio di indagini sui prodotti agricoli sensibili, in linea con la posizione del Parlamento europeo.

La Commissione si è profondamente impegnata per andare incontro al mondo agricolo e alle richieste degli Stati membri, nel tentativo di salvare un accordo che creerà grandi vantaggi per l’industria europea: l’Ue esporta principalmente macchinari, prodotti chimici, farmaci e mezzi di trasporto, mentre importa prodotti agricoli e minerali.

Per vincere le resistenze, la presidente von der Leyen ha proposto nei giorni scorsi di sbloccare in anticipo, già dal 2028, 45 miliardi della futura Politica agricola comune, in aggiunta ai 302 miliardi già destinati al settore agricolo nel prossimo bilancio a lungo termine. 

Tra le condizioni di Italia e Francia per il via libera c’era anche la sospensione dell’applicazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) ai fertilizzanti, in vigore dal primo gennaio. E la Commissione ha aperto a una sospensione temporanea con effetto retroattivo dal primo gennaio. 

Infine, c’era la questione la questione dell’abbassamento al 5% delle soglie per far scattare le salvaguardie sui prodotti agricoli sensibili su cui Roma e Parigi sono state accontentate venerdì mattina.

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9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 13:50)