BRINDISI – Ci sono suoni che non si consumano perché sono stati scritti per durare. Da questa verità prende forma “Live Concert – Siamo tutti figli di Battisti”, il concerto dei Formula 3 costruito attorno alle canzoni di Lucio Battisti in programma martedì 20 gennaio 2026, alle 20:30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi: un appuntamento che rimette in movimento il senso profondo, musicale e umano di un repertorio entrato nell’immaginario di più generazioni.
I biglietti sono disponibili online a questo link e al botteghino del Teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.
Sul palco salgono Tony Cicco, Angelo Anastasio e Ciro Di Bitonto. Non reduci di una stagione illuminata ma musicisti che conoscono la materia di queste canzoni dall’interno, perché le hanno viste nascere, crescere, cambiare pelle insieme al pubblico. I Formula 3, più che una band di accompagnamento, sono stati un vero laboratorio sonoro, il punto in cui la scrittura di Lucio Battisti ha incontrato un corpo musicale compatto, diretto, capace di sostenere melodie memorabili con una tensione ritmica nuova per la canzone italiana di allora. In quegli anni, tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta, la musica popolare italiana imparava a dialogare con il rock, a misurarsi con forme più libere senza perdere accessibilità. I Formula 3 sono stati uno dei luoghi più fecondi di quella trasformazione.
Ascoltare oggi pezzi come “Questo folle sentimento”, “Eppur mi son scordato di te”, “Sole giallo, sole nero”, “Nessuno nessuno”, significa ritrovare una scrittura che non aveva paura della semplicità, perché costruita su un equilibrio raro tra immediatezza emotiva e intelligenza musicale. Sono canzoni che funzionano ancora perché non inseguivano l’attualità del momento, ma una verità più duratura: quella dei sentimenti comuni, delle contraddizioni, delle attese, delle malinconie condivise. In questo concerto tornano nella loro forma più autentica, suonate da chi ne conosce il respiro originario.
Il percorso musicale si allarga naturalmente al repertorio battistiano che tutti riconoscono come parte della propria storia personale: “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Pensieri e parole”, “Non è Francesca”, “Emozioni”, “Mi ritorni in mente”, “Il tempo di morire”, “La canzone del sole”. Brani che hanno accompagnato generazioni diverse e che, riascoltati oggi, rivelano una qualità rara: non appartengono a un’epoca chiusa ma continuano a dialogare con chi ascolta.
Il concerto è anche racconto. Tra una canzone e l’altra emergono episodi, incontri, frammenti di memoria: il primo rapporto con Battisti e Mogol, il successo arrivato rapidamente, i pochi live dell’artista, il lavoro artigianale dietro canzoni che sembravano semplici e invece erano costruite con precisione assoluta. C’è spazio per il ricordo di Alberto Radius, fondatore storico del gruppo, e per omaggi sentiti ad altri musicisti che hanno segnato quella stagione, come Pino Daniele, evocato anche attraverso la lingua e il ritmo della sua musica.
Dentro questo attraversamento del passato trova posto anche il presente. Tony Cicco presenta “Esterrefatto”, un pezzo inedito dedicato al tema della pace. Inserito nel flusso del concerto, il brano dialoga con il repertorio storico mostrando come certe urgenze attraversino il tempo trovando sempre forme nuove di espressione. “Live Concert – Siamo tutti figli di Battisti” è dunque molto più di un ritorno. È un atto di trasmissione. Un modo per rimettere al centro le canzoni come materia viva, fatta di suono, parole, memoria e corpo.