Circa una cinquantina di trattori da tutta Italia sono arrivati poco dopo mezzogiorno a Milano in segno di protesta contro il trattato tra l’Europa e i paesi dell’area Mercosur. I mezzi hanno bloccato il traffico in zona stazione Centrale e poi si sono fermati sotto il Pirellone, sede del consiglio regionale lombardo, dove hanno scaricato alcune balle di fieno e litri di latte.

Perché protestano

Promotori della manifestazione sono il Movimento Riscatto Lombardia e altre realtà riunite nel Coapi (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani). Al presidio anche la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone e il senatore del Carroccio e vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Gli agricoltori sono in protesta non solo in Italia ma anche in Francia: sono contrari all’Accordo Ue-Mercosur “che favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani”. Chiedono invece “un prezzo giusto per produttori e consumatori (con norme, controlli efficaci e certi contro i trust e la speculazione)” e si oppongono “alla deregolamentazione della Pac e della Pes (che devono garantire gli interessi di cittadini, contadini e pescatori)”, insistendo sulla necessità di “una legge sulle etichette trasparenti”.

Trattori1_mannu-2Le balle di fieno trasportate dagli agricoltori (Foto: Giampaolo Mannu)Una cisterna di latte versata davanti al Pirellone

Davanti al Pirellone i manifestanti hanno posizionato un trattore con una cisterna di latte, versandolo in segno di protesta: lo hanno fatto perché le aziende distributrici non hanno ritirato dai produttori le quote concordate, e il prodotto è quindi da eliminare.

Ultima Generazione: “Anni di retorica del governo spazzati via”

Ad approvare la manifestazione anche Ultima Generazione: “Anni di retorica del governo e di sbandierata vicinanza agli agricoltori italiani spazzati via”, ha scritto l’organizzazione in una nota. “I prodotti agricoli di quei paesi (cioè quelli del Mercosur, ndr) che non rispettano le normative europee di tutela ambientale, lavorativa e in materia di fitofarmaci sono pronti a essere venduti in Europa a prezzi stracciati e con una qualità minore, contribuendo inoltre ai processi di deforestazione e desertificazione già in atto in America Latina. Questo in un contesto in cui, se i nostri agricoltori e allevatori devono vendere i loro prodotti a un prezzo sempre più basso, i consumatori subiscono rincari sempre più forti (segno che ci sono manovre speculative in atto)”.