
Tradizione e design contemporaneo si incontrano in questo appartamento di 400 metri quadrati a Venezia. Soffitti in legno e pavimenti in tradizionale battuto risalenti al XV secolo, insieme a una spettacolare vista sul Canal Grande, sono stati valorizzati dall’intervento rispettoso degli architetti Lucia Bentivogli e William Lombardo. Lo spazio occupa un intero piano di Palazzo Morosini Brandolin, edificio quattrocentesco in stile gotico fiorito che si trova proprio di fronte alla Ca’ d’Oro.

«L’appartamento era stato completamente snaturato, non aveva più richiami né al tipico stile veneziano né al sapore originale del palazzo», racconta l’architetto William Lombardo. «Rimanevano solo le travature e gli esterni, decorazioni e affreschi erano andati persi. Abbiamo quindi cercato di dare carattere agli interni, lo spazio era come una bella cornice senza alcun quadro all’interno. I proprietari sono una coppia di imprenditori, il marito italiano e la moglie di origini cinesi e mongole. In accordo con la committenza abbiamo quindi deciso di puntare su uno stile contemporaneo ed essenziale, ispirato al rapporto tra Venezia e l’Oriente».
Il fulcro della casa è il grande salotto di rappresentanza, aperto con un’esafora sul Canal Grande. Continua Lombardo: «Il living può essere messo in diretta comunicazione con l’esterno grazie al serramento scorrevole che abbiamo potuto installare, in accordo con la Soprintendenza. Aprendolo, le voci e i profumi della città invadono letteralmente gli interni».

Abbattendo tutti i tramezzi la zona giorno è diventata un grande open space. Una quinta in vetro fumé separa, senza divisioni troppo nette, il living dal pranzo e dalla cucina, realizzata custom in legno di rovere cannettato e attrezzata con elettrodomestici V-ZUG. Un secondo salotto più intimo, dotato di angolo bar, completa la parte “pubblica” della residenza. L’arredo è un mix di elementi classici legati alla storia della città, su tutti gli chandelier antichi della fornace muranese Barovier&Toso, mobili di produzione e complementi orientali, alcuni portati dalla Cina dalla proprietaria e altri realizzati su disegno, come gli eleganti tappeti dal fondo blu.
La casa ha tre camere e quattro servizi, tra cui la suite padronale con bagno dedicato, interamente rivestito in gres effetto giada. Trattata come l’alloggio di un hotel di lusso, si apre anch’essa sulla principale arteria acquatica. Ovunque domina un equilibrio ineccepibile, nulla è fuori posto o troppo carico. In un esercizio progettuale dall’animo moderno, che attualizza i canoni di un’eleganza forse un po’ demodé.
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