La Collezione Peggy Guggenheim ha registrato oltre 343mila ingressi nei suoi 313 giorni di attività del 2025, con una media giornaliera di 1.100 ospiti. A questa cifra, composta da un pubblico per il 61% proveniente dall’estero e un 39% nazionale, si aggiungono 5.000 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, eventi istituzionali, corporate e privati, e 10.000 partecipanti a Public programs, Kids day, programmi di accessibilità quali Doppio Senso e Io vado al museo, e alle visite legate al progetto A scuola di Guggenheim, che ha visto quest’anno l’adesione di 137 scuole venete, con oltre 6.000 studenti e studentesse.
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La direttrice Karole P. B. Vail si dice «soddisfatta dei risultati ottenuti», che hanno confermato il museo come una delle mete artistiche più visitate in città, e punto di riferimento per l’arte europea e nord-americana del XX secolo. «Siamo oggi al lavoro sul programma espositivo dell’anno – aggiunge – che vedrà due momenti cruciali del collezionismo di Peggy Guggenheim al centro di due grandi mostre, in apertura rispettivamente ad aprile e novembre. Non mancheranno naturalmente attività collaterali gratuite, Public programs, progetti di accessibilità e inclusività, per ogni tipo di pubblico e per i nostri sostenitori”.
E se la monografica Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, che rimarrà aperta fino al 2 marzo, ha registrato dalla sua apertura (13 ottobre) oltre 83.000 presenze, c’è già grande attesa per Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, che con un centinaio di opere chiave, provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private, celebrerà la straordinaria avventura londinese di Peggy Guggenheim e della sua prima galleria, Guggenheim Jeune. Seguirà, in autunno, Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento, volta a ricostruire l’avventura creativa della Fucina degli Angeli, sorprendente capitolo della storia del vetro artistico che ha visto il coinvolgimento di alcuni tra i maggiori protagonisti dell’arte del Novecento, e della quale la stessa Peggy Guggenheim fu, in molti modi, “madrina”.