È battaglia sull’eredità di Brigitte Bardot, l’icona del cinema francese scomparsa il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni e sepolta il 7 gennaio 2026 nella tomba di famiglia nel cimitero marino di Saint-Tropez. L’attrice avrebbe infatti destinato la maggior parte del suo patrimonio, che si aggira intorno ai 69,5 milioni di euro, alla Fondation Brigitte Bardot, l’ente benefico per la tutela e per il recupero degli animali che lei stessa aveva creato nel 1986. Una quota di circa il 20% del suo patrimonio rappresenterebbe 9-10 milioni di euro in titoli di Stato italiani, tedeschi, francesi e spagnoli e fondi di investimenti. Tra i diritti, i beni e gli immobili compare anche La Madrague, la tenuta sulla Costa Azzurra dal valore stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro (nel 1991, la diva aveva donato la nuda proprietà proprio alla Fondation Brigitte Bardot, che oggi accudisce circa 300 animali e fauna selvatica). Tuttavia, come racconta Il Messaggero, l’unico figlio Nicolas Charrier e l’ultimo marito Bernard d’Ormale, entrambi presenti ai funerali nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption, avrebbero ora avviato due distinti procedimenti per contestare le disposizioni testamentarie.

LA PRESUNTA IMPUGNAZIONE DEL FIGLIO

Brigitte Bardot avrebbe destinato al figlio Nicolas Charrier, 65 anni, una quota di circa il 15% del patrimonio complessivo. Secondo le indiscrezioni, l’uomo avrebbe però deciso di impugnare il testamento. Sembra quindi proseguire anche dopo la morte di BB il tormentato rapporto tra madre e figlio: quando era rimasta incinta alla fine degli anni Cinquanta, infatti, l’attrice non aveva alcun desiderio di maternità. Nell’autobiografia Initiales BB (1996), la diva aveva addirittura scritto che per lei la gravidanza “era come un tumore che si era nutrito di me, che avevo portato nella mia carne gonfia, e non aspettavo che il momento benedetto in cui me ne avrebbero liberata finalmente. L’incubo aveva raggiunto il culmine: avrei dovuto portarmi a vita l’oggetto della mia infelicità”. Aveva proseguito: “Sicuramente non era il momento di avere un figlio. Avevo pensieri suicidi ogni tre minuti, non facevo altro che cose stupide, ma non si può scegliere. Il momento era sbagliato e tutti ne hanno sofferto […] Avrei preferito partorire un cagnolino”. Dopo l’uscita del libro, Charrier aveva citato in giudizio la madre per violazione del diritto alla privacy. In seguito, però, i due si erano riavvicinati, tanto che, durante il recente funerale, proprio lui ha accolto la salma della mamma. Ora, però, l’uomo lamenterebbe una violazione del suo diritto successorio e avrebbe appunto impugnato il testamento. Secondo le leggi della Francia, avrebbe infatti diritto a una quota minima dell’eredità. Inoltre, nel caso di un solo figlio la quota di riserva sarebbe pari alla metà dell’eredità. Negli ultimi anni di vita, tuttavia, l’attrice aveva effettuato rilevanti donazioni alla Fondation Brigitte Bardot, e avrebbe leso così la quota destinata all’erede.

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LA PRESUNTA PRETESA DEL MARITO

L’ex politico e imprenditore Bernard d’Ormale, 85 anni, quarto e ultimo marito di Brigitte Bardot, che aveva sposato nel 1992, avrebbe invece avviato una causa parallela, anche senza essere titolare di una quota di legittima in presenza di un figlio. Tuttavia, la sua pretesa si inserirebbe all’interno di una normativa che limita fortemente i diritti successori del coniuge in presenza di discendenti diretti.

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