La mossa arriva dopo la pioggia di reazioni, anche del Garante italiano per la privacy. Ma la piattaforma va avanti, riservando la possibilità di creare deepnude, anche di natura pedopornografica, a chi paga l’abbonamento

Alla fine X ha trovato una soluzione, se così si può definire, per arginare i contenuti illegali. La modifica delle immagini tramite Grok è ora riservata agli abbonati Premium: non un blocco totale, ma un modo forse per ostacolare la creazione di deepfake e deepnude — in diversi casi anche di natura pedopornografica — da parte di utenti anonimi o account appena creati. Sicuramente un modo per provare a farci anche dei soldi.
La novità arriva dopo l’ultima controversia, sulla quale l’Ue non intende sorvolare. A poco è servito il tentativo di Musk di avvisare gli utenti delle possibili conseguenze legali in caso di produzione di contenuti illeciti: le critiche da Bruxelles sono state unanimi.

Secondo quanto riportato da Reuters, il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha definito le immagini comparse su X «sgradevoli, inaccettabili, offensive» e «una sorta di violenza sessualizzata». Gli fa eco il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha esortato X a intervenire con urgenza: «È disgustoso e non va tollerato» che Grok venga utilizzato per creare immagini sessualizzate di minori, come documentato in un rapporto della Internet Watch Foundation.



















































Sulla questione si è espresso anche il Garante italiano per la protezione dei dati personali nella serata dell’8 gennaio. L’Autorità ha ricordato che i contenuti generati e diffusi possono comportare sanzioni e conseguenze penali, come previsto dalla normativa europea e italiana.

Nella comunicazione, il Garante ha richiamato gli sviluppatori e i fornitori di servizi che permettono la creazione di deepfake , X inclusa , «alla necessità di progettare, sviluppare e rendere disponibili applicazioni e piattaforme in modo tale da garantire che gli utenti possano utilizzarle nel rispetto della disciplina privacy». Dall’istruttoria è emerso che tali strumenti «in molti casi rendono estremamente agevole l’uso illecito di immagini e voci di terze persone, in assenza di qualsiasi titolo giuridico».

«Questo problema con Grok AI non è nuovo: è in corso da agosto», ha affermato Jurgita Lapienyté di Cybernews. «Quando The Verge ha scoperto che Grok generava immagini di nudo non richieste di Taylor Swift, quello avrebbe dovuto essere il segnale per fermarlo. I gruppi di controllo hanno immediatamente avvertito xAI di cosa sarebbe successo se non avessero risolto il problema. Cinque mesi dopo, nulla è stato risolto. Anzi, è peggio: ora vediamo bambini di appena 10 anni sessualizzati. A un certo punto dovremo smettere di chiamarlo un fallimento e iniziare a chiamarlo con il suo vero nome: una scelta deliberata di ignorare gli avvertimenti».

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9 gennaio 2026