Bologna, 9 gennaio 2026 – L’influenza, in Emilia-Romagna, dovrebbe avere raggiunto il picco durante le ultime due settimane dell’anno appena finito ed essersi stabilizzata. Almeno momentaneamente, ma come fanno notare i virologi, bisogna attendere l’effetto relativo alla riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia e che ci sia stata una riduzione nel numero di visite e dati trasmessi dai medici-sentinella in concomitanza con le festività natalizie.

Influenza 2026: è picco in Emilia Romagna
La prima settimana di gennaio
Nel territorio emiliano-romagnolo, nel corso della prima settimana di gennaio, le persone che hanno avuto bisogno di assistenza in quanto colpite da sindrome influenzale, sono state 101.154. L’incidenza della malattia è stata del 15.1 ogni mille abitanti, sopra la media nazionale che è del 14.5.
Il raffronto con le altre regioni
Gli italiani colpiti dall’influenza nei giorni delle feste è arrivato a 6.7 milioni con quasi 800.000 nuovi casi nella settimana dal 22 al 28 dicembre. Rispetto alla settimana 51 (la penultima dell’anno) in Sicilia si è assistito a un’impennata dei casi che l’ha collocata nella fascia di intensità molto alta con 20.6 casi ogni 1.000 assistiti, seguita a ruota dalla Campania che segna un indice di 19.2.
Le altre regioni che superano la media nazionale del 14.5 sono l’Abruzzo (17.3), Lazio (17.1), Marche (17.1), Toscana (15.8), Puglia (15.8) e, appunto, l’Emilia-Romagna (15.1).

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
I virologi stimano che saranno 16 milioni le persone che verranno colpite dall’influenza e poi dai virus respiratori e di questi quasi due milioni potrebbero essere bambini fino ai 14 anni.
Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Bologna afferma: “Mi aspetto un tasso di contagio che noi definiano ’di intensità alta’, quindi sopra di 17 casi ogni mille abitanti. L’epidemia durerà fino a metà febbraio, poi l’influenza passerà in secondo piano ed entreranno in gioco le sindromi respiratorie».
Dove avviene maggiormente la trasmissione del virus
La maggior parte dei contagi avvengono nei luoghi affollati perché molto spesso la trasmissione del virus influenzale avviene per via area con starnuti e colpi di tosse di persone già infette.
Ma non vanno sottovalutati i veicoli di contagio per contatto in quanto i virus, per breve tempo, possono sopravvivere anche su superfici contaminate (tavolini di bar e ristoranti, smartphone, maniglie di luoghi pubblici, sostegni dei mezzi pubblici).
Come aiutare il sistema immunitario
L’alimentazione può dare un grosso aiuto e, nella dieta mediterranea, si possono trovare diversi alleati. Ad esempio frutta e verdure ricche di vitamina C come agrumi, kiwi e spinaci; cibi ricchi di vitamina E come gli olii vegetali (semi e oliva), oltre a quelli ricchi di ferro e zinco come legumi, uova e frutti di mare.