L’ultima biblioteca ad aderire al progetto, in ordine di tempo, è stata quella di Spino d’Adda: da qualche mese, anche nella cittadina lombarda, nel Cremonese, è possibile prendere in prestito gratuitamente opere d’arte originali, seguendo la stessa procedura valida per i libri. 

Cos’è l’Artoteca. Le origini mitteleuropee

È stata ribattezzata Artoteca l’iniziativa varata ormai oltre una decina di anni fa – ma ancora troppo poco diffusa sul territorio nazionale – con l’obiettivo di promuovere l’educazione all’arte nella piena condivisione di un patrimonio collettivo. Si tratta, in realtà, di un’idea di importazione mitteleuropea, area in cui il prestito di opere d’arte è consuetudine sin dalla fine degli Anni Cinquanta (tra i Sessanta e i Settanta, la pratica si diffuse anche in Germania, Olanda e Francia, in risposta alla crisi del mercato dell’arte): tra le prime a recepirla, in Italia, è stata la comunità di Cavriago, nella provincia di Reggio Emilia, che a lungo ha vantato l’unica artoteca pubblica della Penisola, ospitata all’interno del centro culturale Multiplo. 

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L’Artoteca di Cavriago, in Emilia. Un format consolidato

Semplicissimo il meccanismo: chiunque può portare a casa con sé due opere tra quelle a disposizione nella raccolta della biblioteca (sono circa 150 le opere in catalogo, a firma di 40 artisti), con l’impegno a restituirle allo scadere dei 45 giorni fissati come tempo limite di validità del prestito. A Cavriago si può scegliere tra fotografie, opere di grafica su carta, tavole originali di fumetti, illustrazioni di libri. Quando il progetto prese il via, nel 2013, si scelse di non lavorare con una collezione permanente, coinvolgendo invece artisti e galleristi per immettere nel circuito opere sempre diverse, così da poter rinnovare sempre l’offerta per gli utenti. E nel tempo sono finite in prestito opere di Calder e Chagall, grafiche di Capogrossi e illustrazioni di Luzzati; ma anche creazioni di giovani artisti del territorio.

L’Alto Adige pioniere dell’Artoteca

Sempre nel 2013 anche l’Alto Adige ha aderito all’iniziativa attraverso il circuito delle sue cinque biblioteche provinciali e con il coordinamento della Cooperativa 19, impresa culturale e casa di produzione audiovisiva con sede a Bolzano. Il prestito, in questo caso, ha una durata di 90 giorni, al termine dei quali l’utente che restituisce l’opera potrà sceglierne un’altra da portare a casa. Il catalogo è consultabile anche online, sul sito del sistema bibliotecario. “Un’opera d’arte viene riconosciuta come tale quando incontra il proprio pubblico” spiegano i gestori del servizio “Artoteca Alto Adige ripensa le forme tradizionali di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico, coinvolgendo la popolazione in un momento di crescita culturale comune e continua nel tempo. Al posto di immaginare una collezione concentrata all’interno di un edificio aperto al pubblico, la collezione è diffusa, sparsa per la provincia, e incontra le persone direttamente nelle singole abitazioni”. Dal canto loro, anche gli artisti possono candidarsi per entrare a far parte della rete (la Call 2025 si è appena chiusa): sarà un comitato artistico a selezionarli, offrendo loro l’opportunità di veder valorizzato il proprio lavoro in un circuito alternativo a quelli canonici. Le opere proposte e accettate sono inserite in catalogo per un periodo di 3 anni, per poi essere restituite o sostituite con altre nuove: si tratta quindi di un prestito (a titolo gratuito) ad Artoteca e non di una cessione dell’opera. Il catalogo a disposizione spazia dai collage alle serigrafie, dai dipinti su tavola alle installazioni, alle sculture.
Ma le biblioteche provinciali altoatesine non si limitano al prestito: durante l’anno, infatti, ospitano in collaborazione con Artoteca incontri con gli artisti e le artiste, laboratori aperti al pubblico e momenti di approfondimento sulle tecniche artistiche e sulle opere presenti nel catalogo. Per promuovere e divulgare l’arte contemporanea locale.

Gli altri esempi in Italia. La timida diffusione dell’Artoteca

Nel frattempo altre realtà in Italia hanno adottato il sistema, personalizzandone l’utilizzo. A Pistoia, dal 2017, l’artoteca della Biblioteca San Giorgio propone opere incorniciate della dimensione massima di 50×70 cm, che spaziano dal collage alla fotografia, dall’incisione all’acquerello, realizzate da alcuni degli artisti locali più conosciuti “che negli anni hanno maturato un forte legame affettivo con la biblioteca e l’Associazione Amici della San Giorgio”. A Gorlago (Bergamo), il servizio prevede la possibilità di scegliere tra una cinquantina di opere su carta incorniciate, realizzate da artisti di fama nazionale: il prestito ha durata di 60 giorni. Mentre la prima artoteca del Piemonte è stata inaugurata nel 2021 a Domodossola, presso il Collegio Rosmini. A Spino d’Adda, dove il servizio è attivo da un anno, il prestito è riservato solo ai residenti che sottoscrivono un regolamento riportante anche le buone pratiche per la conservazione delle opere. Nel caso specifico, però, il catalogo dell’artoteca si concentra sui libri d’artista.

Livia Montagnoli 

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