«Se avrei voglia di essere Checco Zalone? Che posso dire, sono contento di come vanno i miei film, non sarei in grado di gestire un successo così ampio, mi va bene di gestire il sottotono». Paolo Sorrentino, più sardonico del solito, racconta «La grazia», il film di Fremantle che esce il 15 gennaio in 500 cinema. Toni Servillo è il presidente della Repubblica che, a fine mandato, deve decidere su due domande di grazia e sulla legge di fine vita. «Se il mio film riporta l’attenzione sull’eutanasia ne sono felice, ma non l’ho fatto per questo motivo».
Sorrentino e il suo rapporto con la politica come è evoluto da Il divo su Andreotti, Loro su Berlusconi, ora il suo presidente cattolico di formazione giurista?«
9 gennaio 2026
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