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Giuseppe Guastella e redazione online
Jacques e Jessica Moretti sono stati interrogati nella mattinata di oggi: sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Le inchieste in Italia consentiranno ai familiari delle vittime di partecipare ai processi
È stato arrestato Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un incendio ha ucciso 40 giovani clienti, oltre la metà delle quali di età pari o inferiore a 18 anni, e ne ha feriti altri 116. Il provvedimento dovrà essere confermato entro 48 ore dal tribunale del Canton Vallese. Per la moglie Jessica sono stati chiesti invece agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico: la misura è stata presa in considerazione poiché deve accudire un figlio piccolo.
La procuratrice di Sion Beatrice Pilloud ha preso la decisione per un «potenziale rischio di fuga». La moglie Jessica Moretti è invece uscita
dagli uffici della procura accampagnata dai suoi avvocati dicendo, in lacrime: «Il mio pensiero costante è per le vittime. È una tragedia inimmaginabile, che non avrei mai potuto immaginare, ed è successa proprio nel nostro locale. Per questo voglio scusarmi».
I due sono stati interrogati nella mattinata di oggi a Sion, in Svizzera. L’uomo è uscito a bordo di un cellulare della polizia cantonale. I coniugi, francesi della Corsica, sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi nell’inchiesta aperta dalla procura cantonale di Sion diretta da Béatrice Pilloud.
Si tratta di un cambio di passo da parte del pubblico ministero elvetico; nei giorni scorsi i provvedimenti restrittivi nei confronti dei coniugi Moretti non erano stati ritenuti necessari. Oggi invece la procuratrice Pilloud ha definito «concreto» il rischio di fuga per Moretti «tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all’estero». Ieri è emerso anche che la coppia aveva cancellato una serie di video dai profili social relativi a quanto accaduto al Constellation. Può darsi che pure il rischio di inquinamento delle prove – unito a un pericolo di fuga – abbiano indotto le autorità a far scattare l’arresto.
La procura di Sion ha fatto notare anche che l’indagato è cittadino francese e che la Francia non concede facilmente l’estradizione. La Svizzera, benché non appartenente alla Ue, aderisce all’area Schengen, dunque i cittadini comunitari possono attraversarne in teoria i confini senza essere sottoposti a controlli.
L’interrogatorio è durato oltre 6 ore. Accompagnati dal loro avvocato Nicolas Perret e da altri due legali, i due hanno fatto ingresso intorno alle 8 del mattino da una porta laterale della Procura Cantonale. Mano nella mano, facce tirate e occhi bassi, tra i flash dei fotografi. Vista la presenza di oltre cinquanta giornalisti, gli imputati e i loro legali hanno dovuto essere scortati dagli agenti di polizia all’interno dell’edificio della Procura.
Come si legge sul sito della Radiotelevisione svizzera, l’udienza odierna era dedicata alla situazione personale della coppia francese e al loro patrimonio immobiliare. Non era previsto che venissero affrontati i fatti di Capodanno. Gli avvocati delle vittime hanno potuto assistere e porre domande agli imputati, mentre le indagini proseguono per chiarire le responsabilità del dramma.

«Ci aspettiamo che i nostri clienti, le famiglie, ottengano risposte, si sentano ascoltati e che tutte le responsabilità, dalla A alla Z, vengano accertate», ha commentato Romain Jordan, uno degli avvocati delle vittime, presente all’udienza, entrando in Procura. Come affermato dal legale, le famiglie vogliono sapere «perché questa tragedia, che non sarebbe mai dovuta accadere, è potuta avvenire qui in Svizzera, nonostante tutte le misure legali, legislative e di sorveglianza in atto».
Sébastien Fanti, avvocato dei familiari delle vittime, ha affermato all’emittente pubblica svizzera Rts di rammaricarsi per il fatto che le autorità abbiano permesso ai coniugi Moretti di rimanere liberi. «Avrebbero dovuto essere arrestati immediatamente in modo che tutte le prove potessero essere raccolte e aggiunte al fascicolo», ha detto Fanti, «è stato un errore colossale. La prova è che sono riusciti a disattivare parte del loro sito web e a cancellare contenuti dai social che avrebbero potuto essere utili».
Intanto, giovedì la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta autonoma sulla morte dei sei cittadini italiani. I pubblici ministeri hanno delegato le Procure di Milano, Bologna e Genova ad eseguire le autopsie sui corpi dei ragazzi, dopo che sono già stati celebrati i funerali. La decisione è conseguente al fatto che la procuratrice Pilloud non ha disposto le autopsie prima che le salme dei sei ragazzi fossero rimpatriate dalla Svizzera in Italia. Anche la Procura di Bruxelles ha aperto una propria indagine sulla morte di un cittadino belga, e quella di Parigi sulla morte di un francese.
APPROFONDISCI CON IL PODCAST
Le inchieste in Italia consentiranno ai familiari delle vittime di poter accedere agli atti che la procura di Sion invierà a Roma o alle singole procure, in modo da partecipare allo sviluppo dell’inchiesta e, eventualmente, ai processi.
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9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 17:56)
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