Nonostante il tennista serbo arriverà agli Australian Open senza aver disputato neanche un match, la sua storia insegna come questo non è per forza un dato negativo

Foto di Ray Giubilo

Novak Djokovic è stato costretto a rivedere i suoi piani rispetto all’inizio della stagione 2026, avendo dovuto rinunciare alla partecipazione dell’ATP 250 di Adelaide di settimana prossima. Il tennista serbo ha infatti dichiarato di non sentirsi ancora pronto a competere in un torneo ufficiale, nonostante la sua preparazione proceda senza particolari criticità. La sua età impone naturalmente tutte le attenzioni, e nelle ultime stagioni è ormai diventata sempre più una consuetudine vedere disputare al campione serbo solamente i principali appuntamenti del circuito. In virtù del forfait ad Adelaide e avendo deciso di non disputare la United Cup, Djokovic arriverà quindi agli Australian Open senza aver disputato neppure un match, con l’ultimo impegno ufficiale che risale alla vittoria dell’ATP 250 di Atene dello scorso novembre.

Una condizione sicuramente non semplice, che costringerà Nole a dover trovare il più rapidamente possibile la miglior condizione, se come dichiarato il suo obiettivo è alzare per l’undicesima volta il trofeo in Australia e raggiungere quota 25 Major. E nell’attesa di scoprire come andranno le cose a Melbourne, può essere interessante andare ad analizzare lo storico delle sue partecipazioni allo Slam down under, a partire dalla sua prima apparizione nel lontano 2008.

Nella sua carriera Djokovic ha partecipato agli Australian Open per un totale di 17 volte – ha saltato solamente l’ormai celebre edizione del 2022 – e in ben sette occasioni ha fatto il suo esordio stagionale a Melbourne (2008, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2018). E proprio da qui arrivano le buone notizie per il tennista serbo: in ben quattro occasioni su sette, infatti, pur senza disputare un match prima degli Australian Open ha poi conquistato il titolo. Soltanto nel 2010 non è riuscito a realizzare il colpaccio quando venne eliminato nei quarti di finale, oltre alla celebre sconfitta arrivata nel 2018 per mano di Chung Hyeon (7-6, 7-5, 7-6 il risultato finale).

Prendendo invece in considerazione le dieci occasioni in cui prima di Melbourne ha disputato almeno un torneo ufficiale, i numeri non sono poi così lontani: sei volte su dieci ha portato a casa il successo finale, l’ultima volta nell’edizione 2023. Confrontando le percentuali di vittoria non sono poi così distanti – in entrambi i casi ci si aggira intorno al 60% – e questo è senza dubbio un dato positivo. Ovviamente bisogna operare le opportune distinzioni, andando a sottolineare come le quattro occasioni in cui ha trionfato senza disputare match prima dello Slam fanno riferimento agli anni d’oro della carriera di Djokovic, e che ad oggi la sua condizione fisica è ben diversa. Nonostante questo, come tutti i grandi campioni, il serbo proverà a sorprendere ancora una volta il mondo intero, cercando di infrangere uno dei record più incredibili della storia del tennis.