CantùFoto ClaudioDegaspari / Ciamillo-Castoria

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L’ingaggio di Chris Chiozza non è solo un’operazione di mercato: è il simbolo di un upgrade strutturale che riguarda Pallacanestro Cantù dentro e fuori dal campo. Come già avvenuto con Erick Green, la mossa porta la firma di Cantù Next, sempre più perno centrale del progetto biancoblù, come riporta La Provincia.

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Cantù Next, un ruolo sempre più centrale

Cantù Next rappresenta un modello quasi unico nel panorama cestistico italiano: una compagine azionaria ampia ma blindata, che ha già dimostrato in passato di saper incidere nei momenti chiave della storia del club.

Non solo parole, ma fatti concreti. La società che ha acceso la scintilla per la nuova arena cittadina è intervenuta più volte per risolvere criticità sportive e rilanciare le ambizioni della squadra, sempre con interventi mirati e sostenibili.

Green e Chiozza: mercato e visione

Sul parquet, le operazioni parlano chiaro: Green al posto di Jordan Bowden prima, Chiozza per Jacob Gilyard poi. Scelte che confermano la volontà di alzare immediatamente il livello tecnico della squadra.

Ma la vera differenza rispetto al passato è un’altra: queste operazioni sono state accompagnate da una ricapitalizzazione che porta con sé un nuovo assetto societario, segnale di solidità e progettualità a lungo termine.

Nuovo assetto societario: Cantù Next al 70%

La redistribuzione delle quote segna un passaggio storico:

  • Cantù Next sale al 70% delle quote societarie

  • TIC – Tutti Insieme Cantù, decisiva per la salvezza del club dopo l’era Gerasimenko, si attesta tra il 5 e il 10%

  • Cantù Sports Holding deterrà tra il 20 e il 25%

Una suddivisione proporzionata agli investimenti garantiti dalle tre realtà, che rafforza la stabilità economica del club.

Solidità economica e credibilità ritrovata

Il presidente Sergio Paparelli e i soci di Cantù Next – volutamente limitati a 21 – hanno ribadito con i fatti il loro attaccamento alla causa. La capacità di intervenire sul mercato con decisione testimonia una vitalità finanziaria che pochi club possono vantare.

Alle soglie di un nuovo piano industriale, Pallacanestro Cantù può finalmente contare su idee chiare, solvibilità e credibilità, lasciandosi alle spalle anni complessi fatti di debiti e ricostruzione dell’immagine.

L’obiettivo sportivo: restare in Serie A

I traguardi societari sono stati centrati. Ora resta il più delicato: quello sportivo. Nell’anno del novantesimo anniversario e dell’apertura della nuova arena, arrivarci con una squadra in Serie A rappresenta l’obiettivo imprescindibile.

Il patto stretto tra Roberto Allievi, Sergio Paparelli, Angelo Passeri e l’amministratore unico Lorenzo Longhi, con la regia di Andrea Mauri, è chiaro e condiviso: mantenere Cantù ad alti livelli nel lungo periodo.

Un progetto che coinvolge tifosi e sponsor

Il segnale è stato colto anche dall’ambiente: i tifosi continuano a sostenere il progetto e le aziende partner aumentano, rafforzando un ecosistema virtuoso.

Pallacanestro Cantù resta così un punto di riferimento del basket nazionale. L’upgrade di Cantù Next e le operazioni Green e Chiozza non fanno che ribadire un concetto: Cantù guarda avanti, senza dimenticare la fama costruita negli anni d’oro, e lo fa con basi finalmente solide.

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