Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi…buon ascolto.

THE CRIBS – “Selling A Vibe”
[PIAS]
indie-rock

Dopo due decenni e nove album i fratelli nati a Wakefield hanno superato abbastanza tempeste, sul palco e fuori, per rendersi conto che tra loro esiste un legame indissolubile. Per anni, questo legame ha ribollito sotto la superficie del loro sound, permeando ogni accordo di chitarra, ogni colpo di rullante, ogni voce appassionata, e tornando loro addosso durante i concerti dal vivo sotto forma di folle sudate e devote. Ma raramente la band ha riconosciuto questo legame ad alta voce. “Non è qualcosa che ci siamo mai detti esplicitamente“, ammette il bassista e cantante Gary. Tutto questo è cambiato, tuttavia, con la creazione di “Selling A Vibe”, il loro nuovo audace album, che cattura i The Cribs al massimo della loro energia esplosiva. “Selling A Vibe” è una celebrazione senza compromessi della famiglia. Si tratta di ritrovare la strada verso la salute con l’aiuto dei propri cari, spiega la band. “Nei nostri primi dischi scrivevamo solo delle nostre esperienze individuali. È un campo di ispirazione davvero fertile, ma man mano che vai avanti, la vita ti indirizza verso cose più grandi di cui scrivere“, dice Gary. “Ma questa volta, mentre scrivevo i testi, mi sono reso conto che tutte le canzoni erano davvero radicate nella famiglia“.

ZU – “Ferrum Sidereum”
[House Of Mythology]
alt, jazz-metal, mathcore, sperimentale

Il trio metal d’avanguardia ZU torna con “Ferrum Sidereum”, un doppio album strumentale che continua la loro tradizione di fondere liberamente generi diversi per adattarli alle loro intenzioni musicali. La loro musica combina la complessità del rock progressivo, la grinta dell’industrial, la precisione del metal, l’energia del punk e l’intelligenza del jazz. Il risultato è un viaggio sonoro tanto cerebrale quanto viscerale, che sfida ogni facile categorizzazione pur rimanendo inconfondibilmente ZU. Il trio ha trascorso oltre un anno a perfezionare questa epopea di 80 minuti attraverso prove incessanti e registrazioni dal vivo in studio nella città di Bologna. Ben presto è emerso che i brani dovevano essere epici e necessitavano di spazio per vivere e respirare, il che significava che non si sarebbero conformati alle norme odierne basate su algoritmi. L’ultimo tassello del puzzle musicale è andato al suo posto quando il tecnico del suono Marc Urselli, vincitore di tre Grammy, ha espresso interesse a registrare e potenzialmente produrre il prossimo album degli ZU tramite un amico comune. Questa opportunità ha immediatamente attirato l’attenzione della band, che non aveva mai lavorato con un produttore e riconosceva la necessità di qualcuno in grado di guidarla nella creazione di un album di 80 minuti.

DRY CLEANING – “Secret Love”
[4AD]
indie-rock

“Secret Love” è la migliore espressione delle profonde amicizie che hanno dato vita ai Dry Cleaning, tra la frontwoman Florence Shaw, il chitarrista Tom Dowse, il batterista Nick Buxton e il bassista Lewis Maynard. Qui, il quartetto del sud di Londra si colloca nell’avanguardia del rock, catalizzando la paranoia reaganiana del punk e dell’hardcore statunitense dei primi anni ’80 con l’andatura secca di Keith Richards, lo stoner rock, degrado distopico, no wave giocoso e fingerpicking pastorale, mentre la voce di Florence, meticolosamente calibrata sui paesaggi sonori dei suoi compagni di band, la colloca nella tradizione degli artisti spoken word che va da Laurie Anderson a Sue Tompkins dei Life Without Buildings.

LUCA ‘O ZULÙ PERSICO CON CATERINA BIANCO – “Violenti”
[La Tempesta Dischi]
sperimentale, elettronico

Il nuovo album di Luca ‘O Zulù Persico, voce e penna dei 99 Posse, è stato realizzato insieme alla polistrumentista Caterina Bianco. Pensato inizialmente per il teatro e legato a doppio filo a “Vocazione Rivoluzionaria – L’autobiografia mai autorizzata di Luca Persico” (Edizioni Il Castello, 2024), “Violenti” si trasforma oggi in un disco articolato in tre atti, ognuno dedicato a un decennio del percorso umano e musicale dell’artista: il primo attraversa gli anni con la 99 Posse fino agli eventi di Genova 2001, il secondo racconta la crisi, la rinascita e il ritorno sul palco, il terzo si apre con la nascita del figlio, momento in cui ’O Zulu ritrova libertà e leggerezza, lasciandosi guidare dal puro piacere di fare musica. I testi di ‘O Zulù, qui liberi dagli schemi della forma canzone, si vestono di nuova forza accompagnati da scenari sonori a volte sinfonici, a volte elettronici, dipinti dal vivo strato dopo strato dal violino e dai synth di Caterina Bianco. Attorno alle parole, la raffinata produzione artistica della stessa Caterina, con Michele De Finis e Antonio Dafe, intesse atmosfere ora più minimali e crepuscolari, ora più articolate, rispettando quelle parole e cercando di estenderne il senso.

MON ROVIA – “Bloodline”
[Nettwerk Music Group]
folk

Tra le voci più originali del panorama indie e folk moderno, Mon Rovîa in “Bloodline”, il nuovo album, esplora le eredità della guerra, della perdita e della migrazione, portando avanti storie di amore e di appartenenza. Il disco – un progetto epocale che intreccia memoria, identità, dolore e resilienza – segna il culmine di anni trascorsi alla ricerca di un significato e a ricucire i frammenti di un passato segnato da spostamenti e rinascite. Nato in Liberia e portato via nel bel mezzo di una guerra civile, Mon Rovîa si è trovato a vivere negli Stati Uniti e “Bloodline” è sia una testimonianza collettiva che memoria intima.

EUPHORIA AGAIN & DOGWOOD TALES – “Destination Heaven”
[Born Losers]
americana, alt-country

L’anno scorso, Euphoria Again, il progetto di John Klein dei Knifeplay, aveva pubblicato l’album “Waiting On Time To Fly”. Ora la band annuncia un album collaborativo intitolato “Destination Heaven” con il gruppo alt-country Dogwood Tales di Harrisburg, in Virginia. “Stavo faticando a scrivere musica da alcune settimane, così ho accordato la mia chitarra secondo un’accordatura che mi aveva suggerito Johnny (ora chiamata Euphoria tuning) e ho iniziato a suonare gli accordi che gli avevo visto suonare quando eravamo in tour insieme. Il risultato è stato un verso e un riff di chitarra che non sono mai stati utilizzati fino alla sessione di registrazione. Miles e Johnny hanno scritto il secondo verso la prima sera che abbiamo trascorso insieme e il resto degli Euphoria gli ha dato subito vita. È stato il modo perfetto per realizzare la title track e ancorare il processo di registrazione a uno spirito di collaborazione e fiducia reciproca e per impostare il tono dell’intero weekend, dedicato a vedere cosa potevamo realizzare insieme“.

SAULT – “Chapter 1”
[Forever Living Originals]
R&B/Soul

Da molti indicato come il lavoro della svolta del misterioso collettivo UK “Chapter 1” prende vita in un momento particolare per il gruppo, durante il quale i membri stessi si sono a lungo interrogati sulla percezione pubblica del loro progetto e la centralità della loro musica.”Chapter 1″ è fatto di inni ripetuti, preghiere che si trasformano in mantra, flussi di coscienza interiori che ricercano lo spirituale… la forma canzone pop tradizionale sembra definitivamente abbandonata.

WINGED WHEEL – “Desert So Green”
[12XU]
indie-rock

I Winged Wheel sono un collettivo creativo e geograficamente disperso che in qualche modo si è riunito per produrre un sound inaspettato ma innegabile. La band comprende Whitney Johnson (Matchess, Circuit des Yeux), Cory Plump (Spray Paint), Matthew J. Rolin (Powers/Rolin Duo), Steve Shelley (Sonic Youth), Lonnie Slack e Fred Thomas (Idle Ray, Tyvek), ognuno dei quali vive in una città diversa e apporta il proprio elemento unico alle reazioni a catena del gruppo. Dopo una serie di concerti nel Midwest nella primavera del 2025, il gruppo si è stabilito in uno studio alla periferia di Chicago per registrare l’album. Le jam session a tutto volume, influenzate dal krautrock, hanno lasciato il posto a una sperimentazione più profonda, e la band ha trovato nuove dimensioni, atmosfere diverse. Gli arrangiamenti sono ancora densi di strati di sintetizzatori, interruzioni rumorose e sfere luminose di suoni alieni, ma ogni cambiamento è ponderato e intenzionale. È un album che per tutta la sua durata lotta per trovare un equilibrio tra l’eccitazione da un lato e la tensione ansiosa dall’altro. Le cose si muovono un po’ più lentamente e lo shock postumo colpisce più duramente della scarica di adrenalina iniziale.

JENNY ON HOLIDAY – “Quicksand Heart”
[Transgressive]
indie-pop

Jenny Hollingworth, meglio conosciuta come metà del duo Let’s Eat Grandma, si mette in proprio con “Quicksand Heart”, un album di debutto di 10 tracce che è allo stesso tempo tenero e ribelle. Con lo pseudonimo giocoso Jenny on Holiday, abbandona il pop surrealista della band per un’esplorazione lucida e sincera della gioia dopo la perdita, attingendo all’energia delle linee di basso punk, dei sintetizzatori scintillanti e alla cristallina chiarezza della sua voce. Scritto nella quiete delle estati di Norwich e perfezionato negli studi londinesi con il produttore Steph Marziano, il disco distilla il suo amore per il lirismo schietto e il pop audace e immediato: canzoni da urlare tra la folla dei festival o da portare tranquillamente a casa sull’autobus notturno. È un lavoro che abbraccia l’ immediatezza del pop senza smussarne la complessità emotiva.

ALTER BRIDGE – “Alter Bridge”
[Napalm Records]
hard-rock, metal

Dopo il grande successo del 2022 “Pawns and Kings”, le icone del rock Alter Bridge tornano con il loro nuovo album omonimo. Il primo singolo “Silent Divide” inizia con un riff heavy metal prima che la voce iconica di Myles Kennedy salga verso un ritornello melodico, un bridge metallico e un assolo armonico epico!

CLEMENTINE MARCH – “Powder Keg”
[PRAH Recordings]
indie-pop

Dopo il ricco eclettismo internazionale del suo album di debutto “Le Continent” e le seducenti intimità del suo secondo LP “Songs of Resilience”, Clémentine presenta una collezione caleidoscopica di canzoni in “Powder Keg”. Influenzato dal jazz, dal folk, dalla musica brasiliana, dall’alternative rock degli anni ’90, dalla disco e dal krautrock, “Powder Keg” esplora un mix di idee e temi, confrontandosi con la memoria, la gioia, l’amicizia, la perdita, i fantasmi, le adorazioni adolescenziali, il romanticismo, il passare del tempo, il personale/politico e altro ancora. Clémentine March crea un album di musica dolcemente magnetica in “Powder Keg”, pieno di suggestive impressioni quotidiane e ispirazioni di ampio respiro.

WILL EPSTEIN – “Yeah, mostly”
[Fat Possum]
cantautorato

Una nuova raccolta di 11 brani che ricordano una raccolta di racconti brevi che attraversano il rapporto di una persona con la sua lavastoviglie, il funerale di un nonno, una notte gelida a Los Angeles e altre scene che fluttuano nei ritmi della vita quotidiana. È l’album più personale e sicuro di sé finora realizzato da Epstein, noto anche per il suo lavoro con il nome d’arte High Water, oltre che per le collaborazioni con Nicolás Jaar e Dave Harrington (Darkside), nonché l’applicazione apparentemente più naturale del suo talento di cantautore. Il suo lavoro di compositore per il cinema, si riflette nel suo lavoro più recente e accessibile. “Una goccia di musica su un’immagine può cambiare totalmente la sensazione e la consistenza“, sostiene, e il suo modo fluido e disinibito di creare un tipo diverso di architettura per ogni scena infonde alle sue canzoni fantasia e carattere. Con “Yeah, mostly”, Epstein ha voluto prestare particolare attenzione allo sviluppo della sua arte di cantautore e alla ricerca di una voce per i suoi testi che fosse più naturalmente sua.

FRINGUELLO – “Dejavu”
[MiaCameretta Records]
indie-pop

Realizzato interamente su nastro tra il 2024 e il 2025 con strumentazione analogica, “Dejavu” è un lavoro che esplora territori introspettivi e onirici, in cui i testi scorrono per immagini seguendo il flusso della musica, fino a fondersi con essa. Le atmosfere del disco evocano il ruvido fascino dei ’60, intrecciandosi con suggestioni indie anni ’90 alla Belle & Sebastian ed Elliott Smith, arricchite da tinte più morbide che rimandano a Mac DeMarco e Beach House. Pensato per vivere soprattutto sul palco, “Dejavu” è stato registrato senza alcuna sovrastruttura digitale, per restituire la spontaneità e la magia di un’esecuzione live. Chitarre riverberate e morbide, bassi pulsanti e batterie dinamiche avvolgono una voce sognante e delicata, dando forma a un viaggio sonoro intimo e luminoso.

HOME STAR – “A Binding Life”
[Born Losers]
indie-rock, punk-rock

Sebbene gli Home Star siano una novità sulla scena, Evan Lescallette (unico autore dei brani degli Home Star e membro fondatore dei MARIETTA) ha sempre scritto musica. Sebbene la maggior parte di “A Binding Life” sia stata scritta tra il 2020 e il 2023, mentre la pandemia di COVID-19 si stabilizzava in una routine inquietante, molte parti del debutto degli Home Star risalgono al 2015. Il disco è il culmine di cambiamenti, scoperte, turbolenze e amore. Ogni canzone è frutto della meticolosa attenzione ai dettagli che Lescallette riversa in tutti i suoi brani, con ogni frase, riff e armonia che formano un intricato quadro di visioni modellato in una cornice meticolosa. C’è un po’ di tutto in “A Binding Life.” Alcuni frammenti si ritrovano nelle influenze surf rock e garage indie annidate nel ventre di Harrisburg, in Pennsylvania, mentre altri derivano da un profondo affetto per il punk rock e da un debole per i ritornelli anthemici.

TABASCOMENO – “RICONDITO”
[Dumba Dischi]
cantautorato

Un’opera cantautorale intensa e viscerale che trova una sintesi efficace del suo significato e della sua origine proprio nel titolo “RICONDITO”: deriva dal latino “recòndere”, che significa raccogliere e poi custodire o nascondere qualcosa in un luogo appartato. Il termine evolve così dal semplice radunare al nascondere ciò che è raccolto; non per occultare ma per proteggere. Il recondito è dunque ciò che si trova dove pochi arrivano: in un angolo remoto del bosco, nei meandri più profondi del pensiero, nelle pieghe segrete della coscienza. È l’arcano, il celato, ciò che richiede uno sforzo per essere raggiunto. “RICONDITO” dunque non è solo il titolo dell’album: è il gesto che ne ha permesso l’esistenza.

J.D. WOODBINE – “Whicch Witchh”
[Trulletto Records]
foolk, roots

J.D. Woodbine è il progetto solista di Daniele Sabatelli, giovane songwriter pugliese, voce e autore dei propri testi, che trasforma la propria inquietudine in suono. Le sue canzoni, sospese tra blues, roots e folk di confine, evocano una New Orleans senza tempo, fatta di fumo, spettri e romanticismo decadente. La produzione è stata curata interamente dal musicista e producer pugliese Sebastiano Lillo, che ha scritto la musica e gli arrangiamenti, valorizzando ogni strumento e ogni sfumatura per rendere il brano coerente, avvolgente e incisivo. Ispirato da artisti come C.W. Stoneking, Howlin’ Wolf, Timber Timbre e Screamin’ Jay Hawkins, J.D. Woodbine costruisce un microcosmo dove l’occulto e il sentimento si intrecciano in un rito intimo e magnetico.

PULLMAN – “III”
[Western Vinyl]
folk, post-rock

I Pullman sono un supergruppo acustico nato in studio che è emerso dalla scena post-rock di Chicago alla fine degli anni ’90, unendo Ken “Bundy K.” Brown (Tortoise/Directions in Music), Curtis Harvey (Rex), Chris Brokaw (Come) e Doug McCombs (Tortoise/Eleventh Dream Day); in seguito si è unito il batterista Tim Barnes, consolidando la formazione base del gruppo. Hanno debuttato su Thrill Jockey con “Turnstyles and Junkpiles” (1998), una raccolta di brani live registrati su due tracce, caratterizzati da chitarre intrecciate, che i critici hanno paragonato a John Fahey, Leo Kottke e Gastr del Sol. Il loro seguito, “Viewfinder” (2001), ha ampliato la tavolozza con percussioni, sottili trame elettriche e stratificazioni multitraccia, pur mantenendo la rustica e cinematografica sobrietà di Pullman. Con entrambi gli album, la band è diventata un punto di riferimento per la musica strumentale acustica e vicina alla canzone: folk nello spirito, post-rock nel metodo e senza tempo nel tono. Due decenni dopo, i Pullman tornano con “III”, un album forgiato dall’amicizia e dalla resilienza. Nel 2021, Barnes ha reso pubblica la sua diagnosi di Alzheimer precoce all’età di 54 anni. Anche se la sua condizione è progredita, lui e Brown hanno iniziato a lavorare quasi quotidianamente, spesso a distanza, con un’ampia cerchia di collaboratori del passato musicale di Barnes. Quello che era iniziato come un singolo contributo per una compilation si è gradualmente trasformato in un album completo dei Pullman, completato tra il 2021 e il 2023. Modificato e mixato da Brown, con il contributo iniziale di Barnes, “III” porta avanti l’intimità e lo spazio caratteristici del gruppo, incarnando lo spirito di comunità che ha sempre definito il loro lavoro.

KRIS DAVIS & Lutoslawski Quartet – “The Solastagia Suite”
[Pyroclastic Records]
jazz

La pianista canadese Kris Davis unisce le forze con il collettivo polacco Lutoslawski Quartet per un disco che mescola jazz contemporaneo e musica da camera.

DE.STRADIS – “Appartengo al mare”
[Sun Village / Senza Dubbi SAS]
cantautorato

“APPARTENGO AL MARE” è il disco d’esordio di DE.STRADIS, anticipato dai singoli “Un Vortice”, “Tu somigli” e “Cit.” feat. Nico Arezzo: undici tracce, nate da due anni di crescita personale in cui ha sentito la necessità di approfondire il proprio percorso creativo, dedicandosi alla scrittura con l’obiettivo di far emergere la parte più autentica della sua espressione. Cantautore di origine pugliese, De.Stradis ha perfezionato la sua formazione al Conservatorio di Bologna, per poi maturare un’importante esperienza live in Italia e in Europa. Tra gli otto finalisti di Musicultura 2024 con il brano “Quadri d’autore”, da oltre dieci anni collabora con il polistrumentista, autore e produttore Filippo Bubbico, che ha contribuito a definire il suo sound: un’elegante fusione di tradizione italiana e influenze internazionali, che spazia dall’R&B al soul, dal jazz al pop, accompagnata da testi universali e diretti.

NUBE – “Da Lontano”
[Autoprodotto]
emo-rock

L’album d’esordio dei Nube, power trio lombardo ha l’obiettivo di tenere alta la bandiera dell’emocore italiano, quello fatto di chitarre taglienti di matrice post-hardcore accompagnate da un cantato che arriva in faccia rigorosamente in italiano.
8 tracce rigorosamente autoprodotte che piaceranno ai fan di Fugazi, Crash Of Rhinos, Fine Before You Came, Unsane e Raein.

CHE ARTHUR – “Describe This Present Moment”
[Past/Future]
cantautorato
, indie-rock, post-punk

“Describe This Present Moment” è il quinto album di Che Arthur pubblicato a suo nome. In dieci brani, il polistrumentista/cantautore/tecnico del suono/produttore di Chicago contrappone le strutture punk/indie concise e tese e le texture acustiche contemplative dei suoi album precedenti a momenti più pesanti che richiamano i Pink Avalanche, la band attualmente “in pausa” che Arthur ha guidato dal 2010 al 2020.

Describe This Present Moment by Che Arthur

COUSCOUS A COLAZIONE – “Alma”
[autoproduzione]
indie-pop

Ricordi e sensazioni che si fanno abissi profondi in cui perdersi, tornando a riscoprire le proprie radici e riconsiderando il proprio posto nel mondo. Il nuovo LP dei CousCous a colazione, “Alma”, è un viaggio artistico e personale attraverso momenti e pensieri che si sovrappongono creando trame impreviste. Gettando le fondamenta in una spiccata attitudine cantautorale, l’album attinge ad una vasta selezione di spunti sonori: dall’intimità elettronica di “Lentamente” e dai toni ambient della title track si passa al nu-jazz di “Vent’anni” (realizzata in collaborazione con il polistrumentista David Mkrapor) e “Noi”, fino ad approdare all’esplosione sonora di “Una vita a tre”.

MY DOG’S A BEAR – “Deep Fried Bitches”
[Skank Bloc]
post-punk

Tra post punk febbrile, incursioni oniriche e paesaggi sonori più sperimentali, “Deep Fried Bitches” disegna un continuum tematico: rispecchiamento delle violenze del mondo industriale e delle violenze domestiche, senso di impotenza, angoscia esistenziale e fuga dalla realtà.

Deep Fried Bitches by My Dog’s A Bear

SONDRE LERCHE – “Turning Up The Heat Again EP”
[PLZ]
indie-pop

Lo stesso Sondre parla di questa uscita: ““Un antipasto prima di un pasto più sostanzioso si chiama Turning Up The Heat Again e contiene tre brani inediti esclusivi per questa pubblicazione. Sono stati scritti e registrati nello stesso periodo di quelli che seguiranno, ma per ora è questo che voglio farvi ascoltare!“

Turning Up The Heat Again by Sondre Lerche

VINTAGE VIOLENCE – “A Sentimento EP”
[autoproduzione]
indie-rock

I Vintage Violence, uno dei gruppi storici nel panorama del rock indipendente italiano, pubblicano oggi il nuovo singolo “Guaribili Ottimisti” e racchiudono le loro ultime uscite in un unico EP: “A Sentimento”. Composto da quattro canzoni pubblicate nel corso dei mesi più l’inedito uscito oggi, “A Sentimento” è considerato dalla band un vero e proprio album: Rocco Arienti, chitarrista e autore dei testi, racconta: «La tracklist contiene gli ultimi cinque brani che abbiamo scritto e fotografato in pieno una fase di vita artistica compatta e dotata di una sua naturale coerenza estetica. Per questo verrà anche stampato in vinile e a questo scopo ogni pezzo è stato rimasterizzato: per restituire, a chi ascolta, un “colore” definito e la stessa atmosfera che porteremo anche dal vivo.»