Un percorso espositivo di 29 quadri, ma ricco anche di scritti originali, fotografie e aneddoti, per ricordare un pittore cremonese divenuto famoso in tutta Italia e non solo.
Si chiama “Dalla voce del fiume al silenzio delle montagne” la mostra organizzata ad Azzanello con protagoniste le opere di Don Angelo Rescalli in occasione del settantesimo anniversario della sua morte. Simbolico anche il nome della mostra: Rescalli è originario del piccolo paese nella campagna cremonese ma ha vissuto tra le montagne della valle di Susa.
“A caratterizzare le opere di Don Rescalli – spiegano le curatrici della mostra – un accurato uso della luce e del colore. È stato un autodidatta e quello che lui voleva esprimere lo faceva attraverso il colore, attraverso la luce. I suoi quadri sono tutti particolari e hanno una luce che per lui stava ad indicare il soprannaturale. Non gli interessava cosa pensasse alla gente della sua arte, a lui interessava soltanto rappresentare quello che gli diceva il cuore”.
Tra i promotori del progetto anche la Diocesi di Cremona. La mostra, chiusa lo scorso 28 dicembre, è stata eccezionalmente riaperta in occasione della visita pastorale del Vescovo monsignor Antonio Napolioni.
“Don Angelo è sempre stato molto legato alla sua diocesi, è diventato sacerdote nel 1909 frequentando il seminario Vescovile. Alla sua morte ha lasciato alcuni quadri e anche la sua biblioteca al seminario. Abbiamo riaperto la mostra qui ad Azzanello proprio in occasione della visita del nostro Vescovo e spero davvero che possa far piacere. Abbiamo fatto dei piccoli cambiamenti perché ho voluto anche presentare alcuni documenti del pittore inerenti i rapporti che lui aveva con la Diocesi di Cremona e quindi con il Vescovo Giovanni Cazzani e il suo predecessore Bonomelli”.
Andrea Colla
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