“Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé” ma “la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel discorso agli ambasciatori. 

 

Rispettare sempre il diritto umanitario internazionale

Il pontefice ha sottolineato “l’importanza del diritto umanitario internazionale, il cui rispetto non può dipendere dalle circostanze e dagli interessi militari e strategici. Il diritto umanitario, oltre a garantire, nelle piaghe della guerra, un minimo di umanità, è un impegno che gli Stati hanno preso. Esso deve sempre prevalere sulle velleità dei belligeranti, al fine di mitigare gli effetti devastanti della guerra, anche in un’ottica di ricostruzione”.

Per Papa Leone “non si può tacere che la distruzione di ospedali, di infrastrutture energetiche, di abitazioni e di luoghi essenziali alla vita quotidiana costituisce una grave violazione del diritto umanitario internazionale. La Santa Sede ribadisce con fermezza la propria condanna di ogni forma di coinvolgimento dei civili nelle operazioni militari e auspica che la Comunità internazionale ricordi che la tutela del principio dell’inviolabilità della dignità umana e della sacralità della vita conti sempre di più di qualsiasi mero interesse nazionale”.

 

“Eccellenti relazioni tra la Santa Sede e l’Italia”

Il Papa ha poi ricordato le “eccellenti relazioni bilaterali” tra Santa sede e Italia. “La Santa Sede e l’Italia condividono non solo la vicinanza geografica, ma soprattutto la lunga storia, di fede e di cultura, che lega la Chiesa a questa splendida Penisola e al suo popolo. Ne sono un segno anche le eccellenti relazioni bilaterali, suggellate quest’anno dall’entrata in vigore delle modifiche all’Accordo sull’assistenza spirituale delle Forze Armate”, “come pure la firma dell’Accordo per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, che consentirà la fornitura di energia elettrica alla Città del Vaticano”. 

 

“Rigettiamo categoricamente ogni forma di antisemitismo”

Il Papa, nel discorso al corpo diplomatico, ha ribadito “il rigetto categorico di ogni forma di antisemitismo, che purtroppo continua a seminare odio e morte, e l’importanza di coltivare il dialogo ebraico-cristiano, approfondendo le comuni radici bibliche”. Leone ha ricordato al proposito i 60 anni del documento Nostra Aetate sulla relazione tra le fedi.