I volontari del Museo del Ciclismo “Cuffini” della Spezia hanno incontrato a Trento il campione e recordman Moser. Un incontro che ha unito territori, sport, cultura e vino. “Dopo aver ospitato la giornalista Luciana Rota nel Golfo dei Poeti- dice Sergio Fascetti, volontario del Museo – siamo stati invitati a casa del campione Trentino grazie proprio alla giornalista che ha raccontato il Coppi che non si conosce, diventata amica del Museo. Non serve snocciolare le vittorie del campione. Rimane impresso la forza di quelle enormi mani che, nel salutare, come tenaglie, stringono e trasmettono emozioni”. Francesco Moser ha riservato alla delegazione spezzina del Museo del Ciclismo una visita guidata che è iniziata tra le botti del suo Maso sulle colline di Trento, dove ha offerto una degustazione dei suoi vini eroici e mostrato l’etichetta più celebre della casa: la “51.151”. “Moser detiene il record mondiale dell’ora su pista – spiga lo storico Antonio Vinciguerra – stabilito il 23 gennaio 1984 a Città del Messico, percorrendo, appunto, 51,151 chilometri, superando il muro dei 50 km orari e migliorando il primato di Eddy Mercks “il Cannibale”. L’impresa fu rivoluzionaria – conclude Vinciguerra – grazie all’uso di tecnologie innovative come le ruote lenticolari, che i Campione tiene in bella mostra nel museo di Moser, e il manubrio speciale. Innovazioni che hanno segnato l’inizio del ciclismo moderno”.
Dalla cantina, il gruppo si è spostato al museo, dove Moser ha “raccontato”, attraverso le maglie storiche, ricordi, aneddoti di vittorie e passione su due ruote. “È stato un incontro ricco di emozioni – dice Gian Carlo Zoppi, presidente dell’associazione Lorelì che custodisce il museo spezzino – Dalla rievocazione delle imprese sportive di Moser, alla scoperta dei suoi vigneti, passando per le storie raccontate da Luciana Rota. Un modo perfetto per unire cultura, sport e territorio”. La visita si è conclusa con un brindisi all’amicizia che, pur partendo da mondi diversi, condividono la stessa filosofia di passione e rispetto per le proprie radici. “Il mare e la montagna si uniscono nelle imprese del campione Moser – dice Franco Bertirotti, storico volontario del Museo e ciclista appassionato – Sentire i racconti delle sue vittorie, delle sue gare, è stato emozionante. Ci siamo sentiti di casa nella casa di un campione vero”.
Prossimamente il Museo del Ciclismo della Spezia annuncerà nuove iniziative e Francesco Moser, con passione e disponibilità, ha confermato la sua presenza al Museo “Adriano Cuffini” in primavera.