di
Valerio Benigni
Il 35enne ha annunciato il ritiro a causa dell’infortunio avvenuto la scorsa estate: «Ora gestire il maso con mia moglie Anna sarà la vera sfida»
Chi ama la montagna sa che a volte le condizioni personali e ambientali impongono delle rinunce: fermare il proprio cammino e ritirarsi senza continuare verso la vetta. Da grande alpinista, Simon Messner ha annunciato a fine anno il suo passo indietro. «Non è stata affatto una decisione facile, e la condivido con il cuore pesante», ha scritto lo scalatore sul proprio profilo Instagram. «L’arrampicata tradizionale e l’alpinismo sono stati la parte più importante della mia vita per oltre vent’anni. Dovervi rinunciare, temporaneamente o forse definitivamente, è una sensazione quasi impossibile da descrivere».
La preparazione e l’infortunio
L’atleta 35enne è uno dei quattro figli del leggendario alpinista Reinhold Messner che scalò per primo tutte le 14 vette al mondo sopra gli 8mila metri di altitudine. La montagna è diventata una componente fondamentale anche della vita di Simon, con una filosofia di arrampicata in stile alpino lontana dai riflettori degli Ottomila, in favore di tante cime sui 6mila e 7mila metri ancora inviolate o persino sconosciute. L’ultima spedizione di Messner risale allo scorso agosto, verso il Pakistan e il Karakorum. Un percorso che era finito con la rinuncia a raggiungere la vetta del Chumik Kangri per via del maltempo. Ma, come racconta l’alpinista nel post, il passo indietro è stato causato anche da altro, un avvenimento accaduto «il giorno in cui è cambiato tutto», proprio poco prima della partenza per l’Asia. Durante un allenamento a una falesia locale, a pochi minuti da casa, Messner ha subito una lussazione alla spalla: «Posso dire di conoscere letteralmente ogni singolo appiglio di ogni via di quel posto. Ma questo non ha impedito al mio piede destro di scivolare, esercitando improvvisamente una forza eccessiva sulla spalla sinistra», racconta l’alpinista. «Non volendo annullare la spedizione in Pakistan, pianificata da tempo e profondamente desiderata, non ho avuto altra scelta che partire con una spalla sinistra che era ben lungi dal funzionare correttamente. Gli incidenti capitano sempre quando meno te li aspetti».
La strada per il recupero
Una volta tornato dal viaggio, Messner si è rivolto a un medico che ha riscontrato la necessità di un intervento chirurgico, eseguito poi lo scorso dicembre a Innsbruck. «Le lesioni si sono rivelate più gravi del previsto: un tendine del bicipite quasi completamente lacerato, frammenti ossei scheggiati e cartilagine distaccata. La ferita guarirà, ne sono certo, ma ci vorranno mesi e al momento non so se riuscirò mai a tornare al mio precedente livello di arrampicata». Questi i motivi per cui lo scalatore altoatesino ha deciso di ritirarsi, per ora se non per sempre, dall’arrampicata professionale: «Ho deciso di fare un passo indietro dal mio ruolo di atleta sostenuto attivamente da Salewa, pur restando fieramente parte del team People. Se in passato ho potuto dedicare così tanto tempo alla mia più grande passione e ai miei sogni, è soprattutto grazie a loro». Chiuso, o messo in pausa, un capitolo importante della propria vita, per Messner la natura e la montagna continueranno a rimanere compagne per sempre, attraverso la conduzione di una fattoria nella propria terra di origine: «Diventare agricoltore e gestire un maso tradizionale in Alto Adige insieme a mia moglie Anna è stata la prima grande sfida, e lo è ancora». A questo si è aggiunta l’anno scorso la nascita della figlia Valentina: «Un cambiamento sconvolgente e una gioia, non c’è niente di più appagante». Il periodo di recupero dall’infortunio sarà quindi anche occasione per passare più tempo in famiglia. «Da questo punto di vista, si può persino trovare qualcosa di positivo nell’incidente», conclude Simon.
Gli auguri del mondo dell’alpinismo
Le risposte all’annuncio di Messner sono state moltissime, tra amici, colleghi e appassionati. Tra loro Simone Moro, recordman per numero di ascensioni invernali sugli Ottomila. «Ti auguro tutto il meglio, amico mio», il suo commento. Anche la conterranea Tamara Lunger ha scritto un pensiero per Simon, raccontando di essere «orgogliosa di te per quello che sei, perché sei una brava persona e una fonte di ispirazione!». Agli auguri di pronta guarigione si sono uniti colleghi da tutto il mondo, tra cui lo svizzero Dani Arnold e l’ecuadoregno Santiago Quintero, mentre anche dall’account ufficiale del partner storico Salewa è arrivato un messaggio importante: «Grazie per questa partnership di lunga data basata sulla fiducia e sui valori condivisi. Ti auguriamo di avere il tempo e lo spazio necessari per recuperare completamente e non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserva il futuro».
9 gennaio 2026
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