La lettera della professoressa del ragazzo morto a Crans-Montana: «Quanto avrei voluto ritrovarti il 7 gennaio. Quel giorno mi sono fatta forza e sono andata a scuola. Ad accogliermi, un silenzio surreale, pesante, che parlava più di mille parole»

Pubblichiamo la lettera della professoressa Teresa Santoro, vice preside della sede di viale Civiltà del Lavoro del liceo scientifico “Stanislao Cannizzaro”, docente di Riccardo Minghetti, vittima della strage di Crans-Montana.

Caro Riccardo,
chi ti scrive è la professoressa Santoro.
Quanto avrei voluto ritrovarti il 7 gennaio tra quei corridoi. Ci ho sperato fino all’ultimo. Quel giorno mi sono fatta forza e sono andata a scuola. Ad accogliermi, un silenzio surreale, pesante, che parlava più di mille parole.



















































Ho trattenuto le lacrime per dare coraggio ai tuoi compagni, a tutti i ragazzi della sede di viale Civiltà del lavoro, ma dentro di me i ricordi scorrevano dolorosi e vivi: le nostre chiacchierate ovunque, in vicepresidenza, nei corridoi. Tu che mi raccontavi le tue ansie, le tue paure, le tue incertezze. Io che provavo a rassicurarti. E poi, alla fine, quel tuo sorriso. Un sorriso capace di cancellare ogni angoscia, tua e di chi ti stava accanto.
Eri gentile, parlavi con tutti, e a tutti regalavi un sorriso. Giorno dopo giorno, stavi diventando “grande”!

Ti ho visto nella foto scattata in montagna: sei sorridente, sereno. Io scelgo di ricordarti così. E cercherò, ogni giorno, di portare avanti il testimone che ci hai lasciato: l’amore per la vita.

Nei corridoi della tua scuola, lentamente e con fatica, la vita sta riprendendo il suo corso. Ma sappi che nessuno di noi ti dimenticherà mai. E ogni nostro sorriso, ogni nostra risata, avrà dentro anche un po’ di te.

Con affetto eterno,
 professoressa Santoro

9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 18:30)