Il presidente americano Donald Trump tenta di annettersi la Groenlandia – un vastissimo territorio della Danimarca coperto dai ghiacci ma ricco di molti minerali strategici – e cerca anche di mettersi d’accordo con Putin per spartirsi l’Ucraina: la sua politica sta spaccando l’Alleanza Transatlantica così cara al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni.
Meloni, Macron, Merz e Starmer invocano un’azione comune della Nato e degli Usa per garantire la sicurezza dell’enorme isola artica. Ma è evidente che Trump vuole la Groenlandia tutta per sé senza condividerla con gli altri soci occidentali. Se Trump procederà all’annessione della Groenlandia, la Nato imploderà e i paesi europei si troveranno a essere improvvisamente nudi e disarmati di fronte alle tre principali potenze mondiali: gli Usa, la Russia e la Cina. Un disastro geopolitico di prima grandezza dovuto all’idiozia geopolitica dei governanti europei!
L’Ue è impotente, mentre la cosiddetta Unione dei Volenterosi – l’associazione informale di Francia, Germania, Gran Bretagna, e poi Polonia, Italia, Spagna e paesi baltici – sta promuovendo una pericolosa strategia bellicista contro la Russia del tiranno Vladimir Putin. Volenterosi e Ue perseverano nell’idiota strategia di trasformare l’Ucraina – che ha perso la guerra con la Russia – in un “porcospino armato”, strategia tesa a proseguire all’infinito la guerra con la Russia. L’Europa si sta così creando un nemico mortale che però, per fortuna!, non ha alcun interesse a attaccarla. Pensare che Putin voglia assalire Parigi, Berlino o Roma scatenando una guerra atomica è palesemente assurdo. Però è noto che, continuando a gridare contro il lupo cattivo, il lupo spaventato può alla fine attaccare davvero.
Le medie potenze europee hanno dunque una strategia perdente sia verso la Russia che verso gli Stati Uniti. In questa situazione i governanti dei paesi europei, come Meloni, dovrebbero cercare di recuperare l’ottimo e fruttuoso rapporto che avevano con Mosca prima della guerra in Ucraina. Infatti chi oggi attacca realmente l’Europa non è Putin ma Trump.
“In Groenlandia ci sentiamo offesi e impauriti da Trump. Se ci conquistano gli Usa di cosa vivremo?”

Già nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump aveva già avanzato la richiesta di acquistare la Groenlandia. La risposta fu che l’isola non era in vendita. La Groenlandia ha una posizione strategica tra gli Stati Uniti e la Cina e la Russia. Da anni tutte e tre le grandi potenze stanno correndo per accaparrarsi le risorse dell’Artico e controllare le nuove rotte di navigazione settentrionali che si stanno aprendo con lo scioglimento dei ghiacci. Ma se gli Usa occupassero la Groenlandia, la Ue non sarebbe assolutamente in grado di reagire.
La strategia europea e italiana contro Mosca è straordinariamente miope sul piano strategico, perché la Russia è l’unica potenza mondiale che in prospettiva potrebbe (ri)diventare partner dei paesi dell’Ue e contribuire a rivitalizzare l’economia europea. L’economia russa, ricca di materie prime e di energia, è assolutamente complementare a quella industriale europea; e Putin ha tutto l’interesse a collaborare con l’Europa per non rimanere soffocata dall’abbraccio cinese. Al contrario, le superpotenze Usa e Cina non hanno e non avranno alcun interesse a allearsi con l’Europa e sono, e saranno, irrimediabilmente dei competitor e dei possibili avversari strategici. L’Europa dovrebbe quindi rovesciare completamente la sua politica verso la Russia e cercare di siglare al più presto un trattato di pace con Putin.
Per riavvicinarsi a Mosca i governi europei dovrebbero finalmente cominciare a riconoscere le legittime preoccupazioni della Russia per la sua sicurezza nazionale. E’ evidente a tutti quelli che non ignorano le leggi elementari della geopolitica che l’annuncio del possibile ingresso delle basi militari della Nato in Ucraina equivaleva a una dichiarazione di guerra alla Russia.
La guerra in Ucraina è stata concepita dagli Usa in base a una strategia imperiale non solo contro la Russia ma anche verso l’Europa: le amministrazioni americane non hanno mai potuto digerire il fatto che dopo la caduta dell’Urss l’Europa – e la Germania in particolare – avesse stretto intensi rapporti commerciali con Mosca, e che le industrie tedesche si rifornissero di petrolio e gas russi a basso prezzo per competere con quelle americane. Oggi paghiamo il gas americano quattro o cinque volte più di quello russo.
L’Europa è in declino: se non taglierà il cordone ombelicale con gli Usa e non riuscirà a recuperare rapporti di coesistenza pacifica e cooperazione economica con la Russia e la Cina di Xi Jinping, diventerà semplicemente un continente di paesi sottosviluppati del Terzo Mondo.