All’interno delle mura dipinte di rosso (il colore preferito dalla famiglia Kahlo), tra stanze piene di luce e patii segreti, si svela il racconto non solo della figura di Frida Kahlo, ma di tutta la sua famiglia. Siamo a Città del Messico, nel quartiere Carmen di Coyoacán, dove ora è possibile visitare il Museo Casa Kahlo.

A Città del Messico apre il Museo Casa Kahlo

Il museo è conosciuto anche come Casa Roja ed è il luogo dove l’artista nacque, crebbe e spesso tornò nei momenti più difficili della sua vita. “La casa è un organismo vivo, un testimone silenzioso delle gioie e dei dolori, delle passioni e dei conflitti di una famiglia profondamente umana. Qui si vede la bambina che combatteva contro la poliomielite, che amava suo padre e sua madre e che aveva un legame indissolubile con sua sorella Cristina”, racconta il direttore Adán García.

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Frida Kahlo e il rapporto con la sorella Cristina 

E proprio Cristina Kahlo, descritta come “l’altra metà del cuore di Frida”, viene finalmente riportata alla luce come figura centrale nella narrazione museale. Attivista e fondatrice di un’associazione per madri single, Cristina è protagonista di una nuova sezione dedicata alla corrispondenza di famiglia, dove lettere, abiti ricamati e gioielli preispanici testimoniano la ricchezza di un mondo femminile spesso relegato ai margini della storia.

Il percorso museale tra murales e rifugi segreti 

Tra le scoperte più sorprendenti del museo c’è il seminterrato della casa, il rifugio segreto dove Frida si isolava per trovare pace. Qui si conservano il microscopio con cui da bambina osservava le ali degli insetti, una collezione di ex voto da lei dipinti e bambole asiatiche acquistate durante un viaggio a San Francisco. “Era il suo spazio di tranquillità,” racconta Mara Romeo Kahlo, “ci veniva quando litigava con Diego Rivera”. Nella cucina, restaurati dopo anni di oblio, sono riemersi anche una serie di murales floreali dipinti da Frida Kahlo. E non mancano le opere d’arte: c’è Un Vassoio di Papaveri, una delle prime tele di Frida e uno specchio realizzato appositamente per una mostra a New York. Il progetto museografico, curato con la partecipazione dell’architetto David Rockwell, membro del consiglio della Kahlo Foundation, ha puntato tutto sull’autenticità. L’uso di materiali naturali e il recupero di elementi originali, come i gradini curvi o il bagno della casa, che evoca il celebre dipinto What the Water Gave Me (1938), restituiscono al visitatore l’atmosfera calda e vissuta di un luogo dove arte e vita erano la medesima cosa.

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