di
Sara Bettoni

Si può aderire agli sportelli dell’anagrafe mentre si rinnova la carta d’identità, oppure iscrivendosi all’Aido, o ancora firmando il modulo presso la propria Azienda sanitaria e altre modalità

Come si donano gli organi e i tessuti? Solo l’altro giorno l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso ha lanciato un appello a incrementare il numero di donazioni: un gesto che può salvare vite, come sta avvenendo per gli ustionati di Crans-Montana in cura all’ospedale Niguarda di Milano. Proprio grazie alla pelle dei donatori i medici stanno curando le loro ferite, ricoprendole con tessuto umano preparato in laboratorio. 

Come donare dopo la morte

Ecco dunque come dichiarare la volontà di donare, dopo la morte, organi e tessuti del proprio corpo. Come spiegato sul sito dell’ospedale Niguarda, la donazione è un atto volontario, anonimo e gratuito. Gli organi che possono essere donati sono il cuore, i polmoni, il fegato, i reni, il pancreas e l’intestino. Tra i tessuti è possibile donare la pelle, le ossa, i tendini, le cartilagini, le cornee, le valvole cardiache e i vasi sanguigni. La legge vieta espressamente la donazione del cervello e delle gonadi.



















































A chi esprimere la propria volontà

La dichiarazione di volontà sulla donazione non è obbligatoria in Italia.
Ogni cittadino maggiorenne può esprimere il proprio consenso o dissenso finalizzato alla donazione di organi e tessuti dopo la morte attraverso una delle seguenti modalità:

-Agli uffici anagrafe del Comune di residenza al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità;
iscrivendosi all’AIDO – Associazione Italiana per la donazione di organi tramite l’App Digital AIDO, se si è in possesso di SPID/CIE, o recandosi in una delle sedi dell’Associazione;
firmando il modulo presso la propria Azienda sanitaria di riferimento;
-compilando il tesserino del Centro nazionale trapianti o il tesserino blu del Ministero della Salute; in questo caso è necessario stampare la tessera e conservarla tra i propri documenti personali.
riportando la propria volontà su un foglio bianco, comprensivo di data e firma; anche in questo caso è necessario custodire questa dichiarazione tra i propri documenti personali.

Si può cambiare idea sulla donazione in qualsiasi momento: fa sempre fede l’ultima dichiarazione resa in ordine temporale. Non esistono limiti di età per esprimersi sulla donazione di organi e tessuti.

Cosa succede se non esprimo alcuna volontà

E se il paziente non ha espresso alcuna volontà? Tocca ai familiari decidere. Nell’ordine coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori. Per i minori sono sempre i genitori a decidere; se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.

Le donazioni da vivente

La maggior parte delle donazioni avviene dopo la morte. Sono possibili anche le donazioni da persona vivente soprattutto per quanto riguarda il rene, alcune porzioni di fegato o i lobi polmonari. In questi casi il donatore è un soggetto sano, un familiare del paziente, che viene accuratamente studiato per verificare la sua completa idoneità alla donazione. Esistono casi in cui il donatore e ricevente, all’interno della famiglia, non siano compatibili e la procedura standard di trapianto da donatore vivente è preclusa. In questi casi le “coppie” di donatore e ricevente possono optare per la donazione da vivente in modalità cross over: in presenza di almeno un’altra coppia in situazione analoga, i donatori e i riceventi delle due diverse, se biologicamente compatibili, si “incrociano”. Rarissimi i casi di donatore samaritano, che dona senza avere un familiare che ha necessità dell’organo.

La donazione dopo un intervento

La donazione da vivente è possibile anche per il tessuto muscolo-scheletrico, nel caso in cui non serva più al paziente. Il segmento osseo che più facilmente si può donare è la testa femorale rimossa durante gli interventi di protesi d’anca per impiantare un dispositivo protesico. In questi casi, bisogna chiedere la modulistica al medico durante il prericovero o il ricovero. Sempre a seguito di intervento si possono donare la placenta e la vena safena.


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9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 16:41)