di
Giulio Gori
Aveva 79 anni. Il neonatologo e pediatra è stato presidente della Fondazione Meyer dal 2015 al 2023
È morto la sera dell’8 gennaio il professor Gianpaolo Donzelli, uno dei nomi più autorevoli della sanità toscana, che era stato ordinario di Pediatria all’Università di Firenze dal 1982 al 2018 e presidente della Fondazione Meyer dal 2015 al 2023. Aveva 79 anni.
Nella sua vita, era anche stato coordinatore del Centro Malattie Rare Pediatriche della Regione Toscana, promotore di progetti internazionali in Africa, presidente della Società Italiana di Medicina Perinatale, e presidente della sezione di Bioetica della Società europea di Medicina Perinatale.
Le sue esequie si terranno sabato 10 gennaio alle 15 alla basilica di San Miniato al Monte a Firenze.
Grande esperto di bioetica, Donzelli viene ricordato da una nota della Fondazione Meyer e dell’ospedale stesso: «La Fondazione dell’ospedale pediatrico Anna Meyer con il suo presidente Marco Carrai, il segretario generale Alessandro Benedetti, il consiglio di amministrazione, tutti gli organismi istituzionali insieme al direttore generale dell’Aou Meyer Irccs Paolo Morello e a tutti gli amati collaboratori ricordano il professor Gianpaolo Donzelli, ex presidente della Fondazione Meyer, scomparso ieri sera. Gianpaolo con il suo sorriso, la sua amicizia, la sua professionalità e competenza insieme alla sua sensibilità e il suo amore ha lasciato un ricordo indelebile che rimarrà nella storia dell’ospedale e della Fondazione di cui è stato ineguagliato animatore. La cura che ha avuto per i suoi piccoli pazienti, per la Fondazione e per ciascuno di noi non potrà essere mai dimenticata».
A commemorare Donzelli è anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro. Che ricorda una «figura di altissimo profilo nella medicina e nella pediatria, che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città, nell’ospedale pediatrico Meyer, nell’Università di Firenze, nella comunità scientifica nazionale e internazionale. Nel suo lavoro Donzelli ha saputo unire la competenza e il rigore scientifico a una profonda umanità, un binomio che continuerà ad ispirare chiunque si occupi di salute, cura e solidarietà. Professionista di valore, generoso e sensibile, punto di riferimento per tante famiglie ma anche intellettuale di grande spessore, ha sempre guardato alle politiche sanitarie con una visione lungimirante e attenta che nasceva dalla volontà di impegnarsi per una città “a misura di bambino”, tema su cui ha sempre lavorato con passione».
Funaro parla anche del rapporto personale col professore: «A lui mi legava una profonda amicizia, della quale ho ricordi preziosi, tante occasioni di confronto e momenti trascorsi assieme nella nostra Firenze, spesso proprio al Meyer. Parlare con lui era sempre un’opportunità di arricchimento e crescita. Ricordo in particolare la missione istituzionale in Brasile e Argentina che abbiamo svolto assieme nel 2017, da presidente della Fondazione Meyer aveva partecipato alla delegazione per lavorare su progetti di collaborazione con alcune realtà locali. Fu un momento speciale, con lo sguardo rivolto a bambini più fragili e meno fortunati: anche in quell’occasione dimostrò passione e dedizione per il suo lavoro e quell’attenzione costante alla salute, alla cura, al benessere dei più piccoli che ha contraddistinto il suo percorso umano e professionale. A nome dell’amministrazione comunale, esprimo sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui. Firenze saprà conservare e valorizzare la sua memoria, il suo impegno a favore dei bambini, la sua lezione di umanità, responsabilità e cura».
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9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 12:05)
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