di
Enea Conti
La 29enne veterinaria romagnola scrive sui social dall’ospedale: «Voglio dire grazie a chi non mi ha lasciato la mano, alla mia famiglia e al mio fidanzato»
Lottano, come dei guerrieri, i feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana. Le ustioni, sul corpo. Lo shock dentro, anche per chi li aspetta a casa, famiglia e amici. Tra i ricoverati all’ospedale milanese del Niguarda c’è Eleonora Palmieri, 29enne veterinaria romagnola, che torna sui social dopo la tragedia e rompe il silenzio.
Eleonora Palmieri parla (sui social) dal Niguarda
«Qui nel reparto di terapia intensiva del Niguarda di Milano stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno… ma un pensiero va agli angeli che non ce l’hanno fatta. Non smettete mai di onorare la vita!», è il suo post su Instagram, che accompagna una clip di foto e video montati insieme in cui è ritratta in momenti spensierati, anche insieme al suo fidanzato, prima del rogo, e poi dopo, in ospedale, con immagini di lei a letto, con bende, il volto con ustioni.
«Dico grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano»
«Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c’è stata la vita vera – scrive Eleonora – Quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti. Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia, il mio porto sicuro, e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza di ospedale. Un ringraziamento immenso va ai medici e a tutto il personale sanitario degli ospedali che mi stanno curando con estrema professionalità e umanità. Se oggi sono qui a raccontarlo, è anche merito vostro».
La ferita al Crans-Montana salvata dal fidanzato
La 29enne, come aveva raccontato il fidanzato Filippo Bonifacio nei giorni scorsi a diversi media, è stata salvata dallo stesso ragazzo, 24enne, che l’ha cercata tra la folla in fuga e l’ha trascinata via, con ustioni, portandola immediatamente all’ospedale svizzero di Sion. E al Niguarda lottano per la vita anche Francesca, Sofia, Kean, tutti studenti del liceo Virgilio di Milano rimasti feriti a Crans. Tra i compagni di scuola, tornati in classe, ci sono lacrime e silenzio perché lo shock è ancora troppo forte. Un quarto compagno, Leonardo Bove, a causa della gravi condizioni in cui si trova, è ancora a Zurigo al Centro ustionati.
Ad accogliere i ragazzi al rientro dalle vacanze di Natale una squadra di psicologi tra cui Ivan Giacomel, coordinatore del tavolo di psicologia dell’emergenza in Lombardia e vice presidente lombardo Sipem, Società italiana psicologia d’emergenza.
Le condizioni degli altri feriti
«Abbiamo trovato dei ragazzi ancora in fase molto difficile, ancora lontani dall’elaborazione di quello che è successo – ha spiegato al telefono con l’Ansa – serve tempo e aiuto perché i pensieri e le emozioni possano diventare parole. In questo momento sono scioccati e senza parole e il corpo sta parlando per loro, con silenzio e lacrime».
É a Zurigo come Leonardo, invece, Elsa Rubino, la 15enne di Biella. La sua famiglia e quella di Leonardo hanno ricevuto la visita del presidente Sergio Mattarella. «Sentiamo la vicinanza dell’Italia», ha detto Lorenzo, papà di Elsa. «È stabile, ma in una situazione ancora delicata», prosegue il padre. La giovane ha subito già due interventi, di cui uno all’intestino. Al momento rimane ancora intubata e in coma indotto. «Ogni minuto – ha concluso – è una conquista».
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9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 19:59)
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