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Dylan Van Baarle riflette sui metodi di allenamento della Visma | Lease a Bike. Il corridore neerlandese ha cambiato casacca nell’ultima sessione di ciclomercato, scegliendo di lasciare i “Calabroni” per approdare alla Soudal Quick-Step, squadra intenzionata a rilanciare il proprio comparto delle classiche dopo il passaggio di Remco Evenepoel alla RedBull – BORA – Hansgrohe. Il classe ’92 ha quindi trovato una formazione più adatta alle sue caratteristiche: senza più Wout Van Aert ma con tanti compagni di qualità al suo fianco (Jasper Stuyven su tutti), avrà sicuramente le proprie chance di mettersi in mostra e magari perfezionare un palmarès in cui figurano già la Parigi-Roubaix 2022, la Omloop Het Nieuwsblaad 2023 e la Dwars door Vlaanderen 2021.

In un’intervista con il giornalista Daniel Benson, il 33enne ha spiegato la scelta di cambiare team riservando una frecciatina alla sua ex squadra: “Quella di trasferirmi alla Soudal Quick-Step è stata una decisione d’istinto. Sentivo di non poter arrivare al livello che volevo e, in certi momenti, ti devi fidare dell’istinto. Se senti di non essere nel posto giusto, in un posto dove non puoi eccellere o essere te stesso al 100%, allora devi fare una scelta. I metodi di allenamento che hanno alla Visma non sono per tutti. Con molti corridori funzionano, con altri no. Se senti di non lavorare in modo giusto, diventa difficile fare tutti i lavori assegnati e dare il 100%. Io avevo l’impressione di non allenarmi all’intensità giusta per me. Facevo lavori troppo brevi e intensi, inadatti per chi preferisce le sedute lunghe, con più carico a un’intensità media, come me. Alla fine, se sono convinti di poter ottenere il meglio dai loro corridori in questo modo, hanno il diritto di fare così, anche perché funziona con tanti. Ma non per tutti”.

Nel corso dell’intervista, Dylan Van Baarle ha anche parlato del ritiro di Simon Yates, suo ex compagno di squadra alla Visma | Lease a Bike che pochi giorni fa ha deciso di lasciare il ciclismo professionistico: “Forse anche per Simon Yates era un po’ come per me. Forse avrebbe preferito fare un po’ più a modo suo in allenamento. Se senti che il tuo allenamento non funziona, se non ti senti a tuo agio con ciò che fai, allora il tuo lavoro non può funzionare. E le conseguenze di questo possono essere diverse: io ho avuto questa possibilità alla Soudal Quick-Step, Simon ha preso la decisione di ritirarsi“.

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