Parte nella diocesi di Roma il “Programma nuove chiese”, che mira alla realizzazione di cinque nuovi complessi parrocchiali che siano sostenibili, versatili, riconoscibili. Si tratta di Santa Brigida di Svezia, San Giovanni Nepomuceno Neumann, Sant’Anselmo alla Cecchignola, San Vincenzo de’ Paoli, Sant’Anna a Morena (che sarà ampliata). La fase progettuale, in accordo con la Conferenza episcopale italiana, avrà inizio con una “Manifestazione di interesse” per individuare a livello nazionale i gruppi di professionisti e esperti da invitare ai diversi concorsi di progettazione. Gli esiti di tali procedure saranno valutati da una commissione giudicatrice; seguirà un incarico professionale ai gruppi vincitori. L’affidamento dei lavori si svolgerà poi in forma di appalto integrato.
Per illustrare la prima fase del “Programma nuove chiese” è in programma una conferenza stampa, martedì 13 gennaio alle 11 presso la sede della Cei (circonvallazione Aurelia, 50). Interverranno il cardinale Baldo Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma; don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della Cei; il vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma; modererà padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma.
«L’obiettivo primario è quello di dotare alcuni quartieri periferici di Roma e di Ostia di un luogo di culto adeguato – spiega l’architetto Emanuele Pozzilli, direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto della diocesi di Roma –. In ciascun sito sono state valutate le particolari esigenze di spazi e funzioni con l’ausilio del vescovo del settore, del parroco e talvolta coinvolgendo una rappresentanza della comunità, raggiungendo risultati differenti e specifici». Per realizzarli, non si potrà prescindere dalle esigenze di sostenibilità ambientale ed economica, per cui si è pensato di puntare su costruzioni in legno: «Lo sviluppo impresso in particolare negli ultimi due decenni a questa tecnologia millenaria – osserva Pozzilli – consente oggi di far fronte a tutti i possibili pregiudizi sulle limitazioni dimensionali, sulla fragilità del materiale suscettibile al fuoco, all’umidità, agli insetti etc… Oggi se ne apprezzano essenzialmente i vantaggi, quali la sostenibilità, le proprietà isolanti, di igroscopicità, di resistenza e leggerezza, di resistenza al fuoco. Il legno è una risorsa rinnovabile, durevole; nel caso specifico ulteriori vantaggi sono costituiti dalla possibilità di raggiungere livelli avanzati di prefabbricazione e di conseguenza un controllo più accurato dei costi e dei tempi di realizzazione».
9 gennaio 2026
