Uno studio pubblicato su Nature Cancer svela come il dialogo tra sistema immunitario e cellule tumorali possa indicare l’aggressività della malattia e aprire la strada a terapie sempre più personalizzate

Le cellule infiammatorie possono diventare una chiave preziosa per prevedere la sopravvivenza e il rischio di recidiva nel mieloma multiplo. È quanto emerge da un importante studio scientifico pubblicato sulla rivista Nature Cancer, condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis in collaborazione con la Multiple Myeloma Research Foundation (MMRF).

Il mieloma multiplo è una rara forma di tumore del sangue che colpisce le plasmacellule del midollo osseo e, ad oggi, non ha una cura definitiva. Il team di ricerca, guidato da Li Ding, ha realizzato una mappatura senza precedenti del sistema immunitario nel midollo osseo dei pazienti, con l’obiettivo di comprendere meglio come il cancro interagisce con le difese dell’organismo.

Grazie a un’analisi genetica altamente innovativa basata sul sequenziamento dell’RNA a singola cellula, gli scienziati hanno esaminato quasi 1,4 milioni di cellule — tra cellule tumorali e cellule immunitarie — prelevate dal midollo osseo di 337 pazienti affetti da mieloma multiplo. Questa tecnologia consente di osservare il comportamento delle singole cellule, rivelando quando il sistema immunitario funziona correttamente e quando invece diventa disfunzionale.

I risultati hanno permesso di individuare specifici modelli di comunicazione e segnalazione cellulare tra le cellule tumorali e quelle immunitarie, in grado di alimentare processi di infiammazione cronica. Secondo gli autori, questi meccanismi possono favorire la crescita del tumore e sono più evidenti nei pazienti con forme aggressive di mieloma.

L’atlante immunitario ottenuto dallo studio fornisce informazioni senza precedenti su come il sistema immunitario interagisce con le plasmacellule cancerose e potrebbe diventare uno strumento fondamentale per valutare l’aggressività della malattia, stimare la probabilità di sopravvivenza e orientare le scelte terapeutiche.

«Il nostro obiettivo – spiega Li Ding – è individuare strategie per attivare il sistema immunitario e colpire in modo più efficace le cellule maligne. Questa mappa rappresenta una risorsa cruciale per chi studia il mieloma e lavora allo sviluppo di terapie più mirate».

Sebbene venga considerato un tumore raro, il mieloma multiplo è in realtà il secondo tumore del sangue più diffuso dopo la leucemia. La malattia si manifesta quando le plasmacellule crescono in modo incontrollato, soppiantando le cellule sane del sangue. Attualmente il tasso di sopravvivenza a cinque anni è di circa 60 per cento, ma la recidiva si verifica nella maggior parte dei casi dopo periodi di remissione.

Secondo Ravi Vij, altra firma dello studio, «questo lavoro fornisce una tabella di marcia preziosa per la prossima generazione di cure. Con l’espansione delle immunoterapie, come le cellule CAR-T e gli anticorpi bispecifici, diventa essenziale comprendere il contesto immunitario in cui questi trattamenti agiscono».

In prospettiva, i ricercatori puntano allo sviluppo di esami del sangue basati sull’immunità, capaci di aiutare i medici a identificare precocemente i casi più aggressivi e a personalizzare le terapie. «L’atlante – conclude Ding – colma una lacuna fondamentale per trasformare queste conoscenze in strumenti clinici concreti».